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Urbino, Patrimonio Mondiale dell’Umanità, è stata ed è tuttora un luogo di produzione di cultura: qui fra ‘400 e ‘500 si è compiuta una “rivoluzione” che ha marcato l’identità culturale italiana e di tutto l’Occidente. Artefice di tale visione fu Federico da Montefeltro, il quale seppe condensare in questo luogo l’apice della cultura umanistica rinascimentale italiana, chiamando a sé gli uomini e gli artisti migliori del suo tempo.
Fra questi: Piero della Francesca, Luciano Laurana, Francesco di Giorgio Martini.
Nel Palazzo Ducale di Urbino, nella “città a forma di Palazzo” (Baldassare Castiglione, Il Cortegiano, 1528) Federico da Montefeltro creò infatti qualcosa di più di una corte: un centro culturale così vivo, fertile, aperto, internazionale, da farsi faro di un’intera civiltà.
Urbino doveva essere il tempio della bellezza, dell’armonia, dell’arte, della scienza, della pace.

E questa vocazione ed eccellenza generò un’atmosfera particolare. Atmosfera che è possibile vivere ancora oggi, e che tuttora è in grado di sorprendere e progettare, offrendo proposte formative dinamiche e vivaci. A Urbino si conta infatti la più alta percentuale di istituti di formazione al mondo rispetto al numero di abitanti. Realtà di massimo prestigio, grazie all’antica Università fondata nel 1506, con specificità di livello internazionale in ambito artistico, come il liceo Artistico “Scuola del libro”, l’ISIA (Istituto Superiore Industrie Artistiche) e l’Accademia delle Belle Arti.

“Per continuare a voler bene e a vivere in Urbino occorre arrivare a congiungersi, oltre i fili e la rete di qualsiasi descrizione e relazione, con le immagini vaganti, astrali o artistiche, della città; sfidare ogni volta la vertigine dell’aquila di pietra sopra l’abisso della punta dei torricini”

Paolo Volponi a Ercole Bellucci