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Se è vero che l’arte e la cultura hanno fatto di Urbino un Patrimonio dell’Umanità riconosciuto dall’UNESCO, non va dimenticato che ciò è avvenuto in un contesto naturale e paesaggistico che sicuramente ha fornito un contributo non secondario.
I contrasti, la delicatezza dei paesaggi collinari coltivati, i colori della vita quotidiana e dei prodotti della terra, sono il frutto del tenace lavoro degli agricoltori locali. Antiche vocazioni vengono mantenute con la produzione dei cereali e dei girasoli, ma esiste anche una imprenditorialità giovane e dinamica
che sperimenta nuove colture e nuove tecniche di lavorazione per i cosiddetti cereali antichi (farro, miglio, segale, orzo perlato), le erbe officinali, lo zafferano, il lino e la canapa.

Il territorio urbinate offre uno scenario agricolo ampio, con numerose aziende e operatori che sono stati dei pionieri nella produzione biologica italiana e nella trasformazione in prodotti alimentari biologici. Oggi sul territorio comunale di Urbino circa il 50 per cento dei terreni agricoli è riservato a colture biologiche. Questa attenzione per la natura e la salute ha portato innegabili benefici: un territorio integro dal punto di vista paesaggistico e nel contempo salubre, con la tutela della qualità dell’acqua e dell’aria.

“Urbino ha un paesaggio aristocratico, dolce e aspro nello stesso tempo.
Ha queste ripe azzurre che ritroviamo in tanti quadri di Giovanni Santi e di Piero della Francesca.
il paesaggio di Urbino è un fondale quasi senza tempo”

Umberto Piersanti