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Cultura

Palazzo Ducale
Il Palazzo Ducale è una meraviglia architettonica che ben rappresenta il concetto di Rinascimento Matematico sviluppato a Urbino a partire dalla seconda metà del 1400, grazie a Federico da Montefeltro. La costruzione dà forma concreta a un ideale di armonia che mette insieme tutti gli elementi della cultura dell’epoca: matematica, geometria, astronomia, astrologia, arte decorativa. Nulla è lasciato al caso, in puro stile rinascimentale. Il palazzo si distingue da ogni altro in Europa: non è una struttura difensiva, è il luogo dell’incontro, con i due Torricini che svettano verso il cielo in un dialogo con il Divino.
Oggi il Palazzo Ducale è sede della Galleria Nazionale delle Marche, visitata ogni anno da centinaia di migliaia di persone. Al suo interno sono custoditi alcuni dipinti oggi diventati il tratto iconico della cultura occidentale: la “Città  ideale”, la “Flagellazione” di Piero della Francesca, la “Muta” di Raffaello.  Spettacolare lo studiolo di Federico, in legno intarsiato. Nel museo troviamo molti dei capolavori di quegli stessi artisti che accorsero al richiamo della Corte: Paolo Uccello, Giusto di Gand, Giovanni Santi, Federico Barocci, solo per citarne alcuni.
Casa Natale di Raffaello
Una volta che uno sia giunto a Urbino, non potrà fare a meno di entrare nella Casa di Raffaello, forse mosso dalla curiosità di trovare dei legami tra il luogo e il genio. Le attese di chi entra in una casa d’artista con questo spirito vengono per lo più disattese, eppure dalla Casa di Raffaello si trae molto precisa la consapevolezza dell’ambiente in cui è nato Raffaello: una casa grande, di famiglia agiata, che ha una bottega che affaccia direttamente sulla strada. È la bottega dove Raffaello ha imparato i primissimi rudimenti del disegno e della pittura, insieme agli altri garzoni e gli altri artisti che la affollavano. Nella casa è poi possibile apprezzare direttamente una Madonna col Bambino ritenuto primissimo esempio dell’arte del Pittore. Copie, falsi, dipinti con errate attribuzioni e maioliche danno la misura di quanto fosse capillarmente diffuso nei luoghi e nel tempo il mito di un pittore dalla perfezione e grazia esemplari. Il Museo della Casa di Raffaello parla anche di come dall’Ottocento in avanti a Raffaello sia stato tributato un culto e una venerazione che sono stati alla base della istituzione di un’Accademia a lui dedicata, destinataria di doni, promotrice dell’acquisto della Casa e della realizzazione del monumento a Raffaello.
Federico di Montefeltro condottiero e mecenate
Federico di Montefeltro è stato uno dei grandi personaggi del Rinascimento e ha reso Urbino uno dei maggiori centri culturali d’Europa.  A soli 22 anni Federico arriva al potere. Ad aprirgli la strada è una congiura guidata dai nobili della città: le famiglie urbinati rifiutano i continui soprusi dell’odiato duca Oddantonio di Montefeltro, appena diciottenne, e spingono la rivolta che ne porterà all’uccisione. Il 23 luglio 1444, il giorno stesso in cui Oddantonio viene violentemente eliminato, Federico è accolto a Urbino e sigla un patto per guidare le sorti della Signoria.
Federico di Montefeltro era un uomo d’armi, uno dei più potenti condottieri della sua epoca, ma nello stesso tempo è stato uno dei signori più illuminati del Rinascimento. Assieme al fratello Ottaviano Ubaldini della Carda e alla moglie Battista Sforza, è stato in grado di trasformare in pochi decenni un piccolo centro in una Corte di grande prestigio, dove arrivavano tutti i maggiori artisti, architetti, umanisti, prelati e ambasciatori.   
Federico guida Urbino con il titolo di Conte, e il 23 agosto 1474, con investitura papale, diventa Duca. In pochi anni allarga le alleanze politiche, accresce i confini del Ducato, garantisce stabilità e benessere per i propri sudditi. 
Alla sua corte lavorano Piero della Francesca, Luciano Laurana, Francesco di Giorgio Martini, Leon Battista Alberti, Luca Pacioli, Paolo Uccello, Pedro Berrugete, Giusto di Gand, Giovanni Santi.
Il simbolo della visione culturale di Federico di Montefeltro è lo spettacolare Palazzo Ducale e la meravigliosa Biblioteca, con circa mille manoscritti decorati dai migliori maestri dell’epoca. Grazie a Federico, Urbino diventa la capitale dell’Umanesimo matematico, degli studi sull’arte e la prospettiva, diventa l’anima migliore della cultura occidentale. 

Federico di Montefeltro muore il 10 settembre 1482, all’età di sessant’anni, lasciando il Ducato in eredità al figlio Guidubaldo, di appena dieci anni.  L’erede crescerà sotto la tutela  di Ottaviano Ubaldini della Carda, la figura più importante della Corte urbinate, sempre presente e sempre in perfetta sintonia con Federico. Il vero alter ego del Duca di Urbino.
Chiesa di San Bernardino - Mausoleo dei Duchi
A circa due chilometri dal centro storico, nella zona delle Cesane, si trova il Mausoleo dei Duchi. Oggi se ne attribuisce la paternità a Francesco di Giorgio Martini, ed effettivamente dall'esterno la chiesa rivela la mano dell'architetto senese, sia nelle linee generali che nei particolari. Fu lo stesso Federico da Montefeltro a volerne la costruzione per essere destinata a mausoleo ducale, ma i lavori alla sua morte (1482) non erano terminati (si sarebbero protratti fin dopo il 1491) ed il Duca sarebbe stato sepolto, in attesa di traslazione, nell’attigua chiesa di S. Donato.

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