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Turismo Religioso

Un itinerario fra fede, arte e storia
Urbino è ricca di chiese e Oratori. L’insieme costituisce un itinerario pieno di arte e storia. Scopriamo i punti più importanti di questo patrimonio.
L’imponente Cattedrale di S. Maria Assunta, progettata nel XV secolo da Francesco di Giorgio Martini, è ristrutturata secondo il linguaggio Neoclassico alla fine del Settecento dall’architetto Giuseppe Valadier. La chiesa presenta dipinti, sculture e un arredo liturgico che costituiscono gli esempi più significativi dell’arte urbinate dal Cinquecento all’Ottocento. Le cappelle absidali sono veri cammei, impreziositi da stucchi dorati e dipinti eseguiti da artisti della scuola di Federico Barocci, che realizza per la Cappella del SS. Sacramento il suo capolavoro assoluto, Ultima Cena (1590-1599).
Il Museo Albani è un viaggio nello straordinario patrimonio artistico dell’Arcidiocesi di Urbino-Urbania-Sant’Angelo in Vado, così denominato in omaggio alla nobile famiglia urbinate di Papa Clemente XI Albani (1700-1721) che ha contribuito ad accrescere il “tesoro della Cattedrale”. Dal 1964 il Palazzo Episcopale è sede di un museo in continua crescita e oggi ha un allestimento completamente rinnovato. A suo interno è presente l’arredamento ecclesiastico più vario, dal XIII al XIX secolo: codici miniati, calici e reliquiari in filigrana e smalti, maiolica e porcellana, ambra, oro e argento, cristalli, pastorali in avorio, paramenti liturgici intessuti con metalli preziosi, tavole e tele dipinte.
L’Oratorio della Grotta, suddiviso in quattro cappelle, è oggi parte integrante del Museo Albani. Nella cappella del Calvario è posto il gruppo scultoreo del Compianto sul Cristo morto, inizi XVI secolo, che esprime la personale partecipazione del fedele all’ “esperienza del sepolcro” e si inserisce nella tradizione delle sacre rappresentazioni che scandivano la vita liturgica delle comunità cristiane fin dal Medioevo. Nella terza Cappella è collocato lo straordinario gruppo della Pietà, commissionato come decorazione sepolcrale dall’ultimo Duca di Urbino Francesco Maria II Della Rovere, in cui il Cristo, realizzato con un brano di grande realismo, sembra avere appena esalato l’ultimo respiro.
L’Oratorio di S. Croce viene edificato negli stessi anni in cui ha origine la Confraternita dei disciplinati di Santa Croce, 1318, ma l’edificio assume l’aspetto attuale in seguito a numerosi interventi e modifiche nei secoli successivi, in particolare nei decenni centrali del XV secolo e poi nel successivo. All’interno si ammirano due affreschi quattrocenteschi, di cui un San Sebastiano attribuito al pittore urbinate Giovanni Santi, padre del grande Raffaello Sanzio. Da questo luogo provengono opere d’arte e di fede straordinarie, grazie anche al legame 
particolarmente stretto che legava i Duchi di Urbino a questo luogo: come la tavola in bronzo raffigurante la Deposizione dalla Croce dello scultore e architetto Francesco di Giorgio Martini donata da Federico di Montefeltro.
Alla fine del XVI secolo i pittori Federico Zuccari e Federico Barocci realizzarono rispettivamente Cristo alla colonna (1605, oggi Museo diocesano Albani) e Ecce Homo (1612-1613, oggi Chiesa dell’Assunta a Costamasnaga - CO; proprietà Pinacoteca di Brera). Dell’Oratorio è parte integrante la Cappella della Sacra Spina, che presenta una straordinaria decorazione a stucco realizzata da plasticatori urbinati nel 1568.
L’Oratorio di San Giovanni Battista è costruito sul sito occupato da un antico ospedale, presumibilmente nel periodo compreso fra il 1365 e l’ultimo decennio del XIV secolo, custodisce al suo interno una delle più significative testimonianze della pittura tardogotica italiana:
il ciclo di affreschi realizzati dai fratelli Lorenzo e Jacopo Salimbeni da Sanseverino nel 1416. L’oratorio si presenta riccamente decorato su tutte e quattro le pareti interne con la Crocefissione nell’abside e le Storie della vita di San Giovanni Battista nella navata, e vanta una caratteristica copertura lignea policroma a carena di nave.
La Chiesa di San Giuseppe, in Via Barocci, oggi Museo, fu portata a compimento nel 1515. Nella Cappella d’entrata, un presepe con figure a grandezza naturale commissionato dalla Confraternita a Federico Brandani, fu realizzatonegli anni 1545-50. Cappella inglobata poi nella chiesa attuale, riedificata nel secolo XVII, dalla famiglia Albani che espresse vari cardinali e un Papa, Clemente XI (1700-1721). Quattro grandi tele di Carlo Roncalli, con episodi significativi della vita di San Giuseppe, decorano le pareti della Chiesa. Con il magnifico lampadario in vetro di Murano e l’organo del Vici, utilizzato anche oggi nel Festival Internazionale di Musica Antica che si svolge a luglio, da ben 53 anni.Tra i compiti della Confraternita, fino all’Unità d’Italia, anche l’assistenza ai condannati a morte.
L’Oratorio della Morte contiene una delle più importanti opere di Federico Barocci, La Crocefissione tra i dolenti, rimasta ancora nel luogo dove venne concepita. La chiesa di questa confraternita raccoglieva i laici che si occupavano del trasporto dei defunti, e quindi di assicurare la buona morte, assolvendo alla funzione che non era svolta da altre istituzioni simili.

La chiesa di San Francesco di Paola fu eretta nel 1612 per voto della cittadinanza che desiderava un erede all’ultimo duca di Urbino. Unica chiesa urbinate riccamente decorata in stile barocco con statue e rilievi in stucco, opera di Marcello Sparti.
Arricchiscono la decorazione dipinti su muro del pittore Antonio Viviani. Dal 1708 la chiesa diventa sede della Confraternita del Corpus Domini che la custodisce tuttora. Al suo interno erano conservati, fino al 1866, due dipinti di Tiziano raffiguranti Ultima cena e Resurrezione, ora esposti in Palazzo Ducale, eseguiti come stendardo processionale della Confraternita.

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