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Anselmo Bucci in esposizione nella Galleria Albani

URBINO – Nella Galleria d’Arte Albani, in via Mazzini, è presente la mostra di incisioni e disegni dell’artista Anselmo Bucci, curata dal critico d’arte Bruno Ceci e allestita dall’associazione culturale “Vivere con l’Arte” di Urbino.

La mostra sarà aperta al pubblico fino al 9 novembre 2022 dal martedì al sabato dalle ore 10.00 -12.30 / 16.00 – 19.30.

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Quando nel 1906 il diciannovenne Bucci approda a Parigi, non si è ancora operata la svolta che porterà nel 1908 la giovane generazione artistica ad assumere una posizio- ne apertamente conflittuale nei confronti dell’Impressionismo; se l’artista marchi- giano si volge ad assimilarne l’esperienza, è perché riconosce in essa delle affinità con quanto in quel momento sta cercando, ed inoltre perché considera quelle pre- messe come il nesso necessario per dare espressione alle peculiarità della “vita mo- derna” come auspicato da Baudelaire, o dello “spirito nuovo” come suggerito da Apollinaire. Nel concreto l’aggancio di Bucci a quella precisa condizione culturale nasce sia da esigenze autentiche, interne alla propria poetica, sia dal fatto che alcuni portati riconducibili a quella ricerca figurativa conservano intatta la loro pregnanza, vedi l’esigenza di rimuovere ogni barriera tra la sfera artistica ed il mondo della vita. Le prime incisioni sembrano trovare in queste premesse una valida ragione d’essere, perché assegnano un significativo risalto all’atto del vedere, che costituisce lo spunto e l’avvio per l’interpretazione della realtà. L’urgenza di ricollegare il proces- so dell’arte alla dimensione esistenziale è anche il modo per l’artista di non smarrire la propria identità, di conservare immediatezza e fluidità alla visione, di gettare un ponte tra le entità rare e segrete del segno ed il panorama continuamente cangiante della vita parigina. In questa prospettiva si collocano le due serie di incisioni “Paris qui bouge” realizzate e stampate tra il 1908 ed il 1909, che si configurano come una delle testimonianze poetiche più autentiche dell’arte incisoria del periodo, portando a compimento le ricerche avviate nella stagione dell’Impressionismo. Bucci conser- va intatta questa perentoria definizione del campo della ricerca e degli intenti perse- guiti, conservando negli anni al suo lavoro quella poetica freschezza tipica di una scrittura viva. In tal senso vanno lette le cinquanta puntesecche dal titolo “Croquis du Front Italien” , che documentano in presa diretta episodi e figure della guerra del ‘16, alla quale Bucci prende parte come volontario ciclista. Questi appunti di guerra diventano una sorta di diario personale, non privo nei soggetti e nelle situazioni trat- teggiate di umanità e sensibilità di accento. La nascita del “Novecento” italiano nei primi anni ’20 lo vede significativo protagonista, anche se la sua presenza nel gruppo rimane defilata, perché il suo spirito libero ed indipendente, estraneo a programmi di sorta, è strenuamente proteso a fare dell’arte la vera ragione di vita.

Bruno Ceci

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