Servizio gratuito per il trasporto dei disabilii
Ufficio Turistico Consorzio

NOTTE DEI MUSEI 2026

Una serata di arte, musica e teatro

Ingresso gratuito

Anche nel 2026 Urbino partecipa alla Notte dei Musei, evento promosso dalla Regione Marche nell’ambito del Grand Tour Musei – XVIII edizione.

📅 Sabato 23 maggio

Dalle 19:00 alle 20:00 sarà possibile visitare gratuitamente la mostra “Raphael Urbinas”, allestita al primo piano del Collegio Raffaello in Piazza della Repubblica.

La visita sarà arricchita da un’animazione teatrale curata dal Centro Teatrale Universitario “Cesare Questa”.
Il pubblico sarà accompagnato lungo il percorso espositivo, articolato in tre sale, con letture tratte dall’opera Divinissimo, dedicata a Raffaello Sanzio.

📖 A tutti i partecipanti sarà consegnata una copia del volume Divinissimo, pubblicato dalla Regione Marche.

🎶 La serata proseguirà con la musica.

Dalle 21:00, nella Chiesa di San Francesco, l’Associazione Corale Santa Cecilia di Urbino, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale, presenterà il concerto a ingresso libero:

“Concerto nella Notte dei Musei”

Un appuntamento speciale dedicato alla cultura, all’arte e alla musica nel cuore della città.

L’Accademia Raffaello e la “Scuola di Urbino”

I Corsi Estivi Internazionali di Incisione (1966-1995)

Periodo: 9 Maggio – 21 Giugno 2026

INAUGURAZIONE: sabato 9 maggio 2026 ore 16:00

Sale espositive: Bottega Giovanni Santi/Casa Raffello – Sale del Castellare /Palazzo Ducale

Curatori

Luigi Bravi – Innocenzo Aliventi - Marta Bruscaglia - Riccardo Tonti Bandini

Contributi critici:

Bruno Ceci

Critico e storico dell’arte

Patrizia Foglia

Storica dell’arte, referente Collezioni Disegni e Stampe delle Civiche Raccolte Storiche

di Milano

Carmen Castillo Moriano

Alfredo Cuervo Pando

Docenti presso la facoltà di Belle Arti dell’Università di Murcia

L’intero Novecento artistico marchigiano è stato segnato da un’intensa e feconda attività incisoria, più volte valorizzata attraverso importanti rassegne promosse nel corso degli anni da numerose istituzioni private e pubbliche del territorio. In questo contesto, la città di Urbino ha assunto un ruolo di primo piano grazie alle sue scuole, ai suoi artisti e alle storiche stamperie.

Forse nota più altrove che in ambito locale, la “Scuola di Urbino” -  espressione riferita agli incisori che hanno in qualche modo assimilato la forte tradizione grafica per nascita o per frequentazione della già famosa “Scuola del Libro”, dei Corsi  e delle note stamperie d’arte - è riconosciuta come una vera e propria corrente: un orientamento condiviso non tanto di pensiero quanto di metodo di lavoro, fondato su presupposti comuni caratterizzata non da esiti creativi omologati nei moventi e nei modi espressivi, ma da una produzione ricca, articolata e dotata di un rilevante potenziale generativo.

Negli anni Sessanta, l’Accademia Raffaello e la Scuola del Libro, con il supporto di enti locali e fondazioni, sotto la direzione artistica di Renato Bruscaglia, Carlo Ceci e Pietro Sanchini, istituirono i “Corsi Estivi Internazionali di Incisione”, inizialmente ospitati negli spazi della Scuola all’interno del Palazzo Ducale e successivamente trasferiti presso i locali dell’Accademia Raffello in Via Cesare Battisti.

La limitata partecipazione, esito di una rigorosa selezione, l’elevata qualità del corpo docente, dei materiali e delle attrezzature disponibili - sapientemente gestite da personale tecnico di grande competenza - insieme all’originalità della proposta formativa decretarono il grande successo dell’iniziativa, che si protrasse fin quasi alla fine degli anni Novanta favorendo la diffusione della “Scuola di Urbino” in tutto il mondo.

Con l’intento di mettere in luce la specificità del contesto in cui nacquero i Corsi una prima sezione della mostra, presso la Bottega Giovanni Santi di Casa Raffaello, viene dedicata alla ricostruzione storica sull’organizzazione dei corsi, i luoghi e l’atmosfera che li caratterizzarono, con particolare focus dedicato ai Maestri che si alternarono per tutto il periodo di attività: Pietro Sanchini, Alfredo Bartolomeoli e Carlo Venturi per Xilografia – Renato Bruscaglia, Walter Piacesi e Paolo Fraternali per Calcografia – Carlo Ceci per Litografia e Adriano Calavalle, negli ultimi anni, per Calcografia e Xilografia.

A questa si affianca un’area dedicata all’attuale gestione dei Corsi di Incisione,organizzati ormai da più di un decennio nel mese di agosto dal Liceo Artistico “Scuola del Libro” di Urbino,che ospita una selezione di opere di rilievo realizzate nel corso degli anni dagli allievi e materiali illustrativi su attrezzature e laboratori forniti dall’Istituto.

Nelle Sale del Castellare del Palazzo Ducale è possibile ammirare le opere dei 68 artisti, ex-allievi di diverse nazionalità, invitati a tornare ad esporre i loro lavori in quelli che sono stati, fino al 1987, il luogo di questa particolare e indimenticabile esperienza. Si tratta di figure di rilievo nel panorama della grafica del secondo Novecento e contemporanea; artisti che hanno proseguito con coerenza il proprio percorso affiancando, molto spesso, all’attività espositiva e alla partecipazione a rassegne e concorsi un costante impegno nell’insegnamento, contribuendo in tal modo in maniera significativa alla conoscenza ed alla diffusione della tradizione grafica urbinate a livello internazionale. Alcuni di loro pur avendo intrapreso nel tempo percorsi diversi, legati alla pittura o ad altri linguaggi, hanno scelto - spinti dal desiderio di onorare l’esperienza condivisa e il solido know-how acquisito durante il loro percorso formativo - di rinnovare il legame con la grafica proponendo le proprie incisioni e molti hanno voluto celebrare questo ritorno a Urbino donando le opere esposte che andranno ad arricchire il già vasto archivio dell’Accademia Raffaello.

Questa iniziativa intende rendere omaggio all'Accademia Raffaello e celebrare il sessantesimo anniversario dei Corsi, ma il suo scopo va ben oltre la semplice rievocazione nostalgica. Si propone, infatti, di narrare una storia capace di farsi strumento di continuità viva e generativa, con l'intenzione di riprendere un percorso che torni a valorizzare Urbino e il suo territorio come centri di una secolare tradizione di arte, ricerca, incontro e crescita. In questo contesto, le "impronte" lasciate dalla storia, siano esse quelle del Rinascimento o del Novecento, sono chiamate a trasformarsi in nuovi tracciati verso il futuro.

Attività parallele con Istituti di Formazione Artistica e Patrocini

Il progetto espositivo prevede il sostegno dell’Amministrazione Comunale e diversi patrocini: Università degli Studi, Accademia di Belle Arti, ISIA e Scuola del Libro di Urbino, Università di Murcia, Legato Albani, Rotary Club Urbino e diversi contributori privati.

Il progetto, molto apprezzato da tutti gli istituti di formazione coinvolti, ha nello specifico previsto due interessanti attività in condivisione: la prima con la Scuola del Libro per la realizzazione di un collage video in loop montato con fotografie, filmati amatoriali o rintracciati presso le Teche Rai, che verrà trasmesso in entrambe le sedi espositive. La seconda con l’Accademia di Belle Arti che curerà la realizzazione di una cartella d’arte, contenente una stampa originale di Renato Bruscaglia a tiratura limitata, che verrà proposta in cofanetto con il catalogo della mostra in una edizione speciale numerata di 100 esemplari.

Inoltre, in considerazione della concomitanza degli eventi, si è organizzata, in condivisione con i responsabili della XII edizione del Festival “Urbino e le Città del Libro”,la presentazione presso la Montefeltro Libri di acquerelli dedicati al libro e a Urbino realizzati da un artista, ex-allievo dei Corsi Estivi, ad oggi noto illustratore e grafico editoriale, Andrea Musso. (www.andreamusso.com)

ORARI APERTURA

Casa natale di Raffaello / Bottega Giovanni Santi

Giorni feriali 09:00 / 12:30 - 15:00 / 18:30

Giorni festivi 10:00 / 12:30 - 15:00 / 17:30

Sale del Castellare di Palazzo Ducale

Tutti i giorni 10:30 / 12:30 – 15:00 / 18:00

Dall’8 al 10 maggio torna la XII edizione del Festival Urbino e le Città del Libro. Tema di quest’anno è Asinerie, un omaggio alla figura dell’intellettuale Goffredo Fofi (che aveva caro il simbolo dell’asino, tanto da intitolare “Gli asini” una rivista da lui diretta), ma anche un modo per celebrare il bicentenario della nascita di Carlo Collodi. Al burattino più famoso del mondo è dedicato l’incontro con Giordano Bruno Guerri, Presidente della Fondazione Nazionale Carlo Collodi (sabato 9 maggio, Collegio Raffaello, ore 10:30), in collaborazione con il Liceo Artistico Scuola del Libro. A cura della Scuola del Libro sono anche le mostre sotto il Portico Paolo Volponi (Pinocchiate e Asinerie, inaugurazione venerdì 8 maggio, ore 15) e la mostra per Goffredo Fofi al Collegio Raffaello “Non mangio niente che abbia gli occhi” La scuola del Libro per Goffredo Fofi, con opere pubblicate sulle riviste di Goffredo Fofi, realizzate negli anni da artisti e artiste che si sono formati alla Scuola del Libro (inaugurazione sabato 9 maggio, ore 11,30). Sempre a Goffredo Fofi è dedicata la mostra Infero. Installazione, video, lastra di ghiaccio (Palazzo Boghi, inaugurazione venerdì 8 maggio, ore 15:30) curata da Cristiano Carloni e Stefano Franceschetti.

Numerosi gli ospiti di questa edizione: Emidio Clementi, per l’inaugurazione di venerdì 8 maggio, alle 18, a San Girolamo; Giorgio Zanchini; Mauro Pescio; Chiara Lagani e Mara Cerri; Federica Iacobelli; Roberto Catani (incontro e retrospettiva con proiezione di suoi film al Cinema Nuova Luce, sabato 9 maggio, ore 21:30); Giulio Zambon; Giulia Maria Falzea e Claudia Palmarucci; Matthias Martelli.

Isia Urbino ospita la terza edizione della Giornata degli editori, che offre l’opportunità di presentare portfolio/progetti a dieci professionisti dell’editoria di rilievo nazionale. Nella sede dell’Accademia vengono inaugurate due mostre: “Il sogno di una cosa migliore” – omaggio a Vittorio Basaglia (replica della scultura Marco Cavallo di Vittorio Basaglia) e Desculpame, domenica 10 maggio alle ore 10:30. Grazie a 2RCABAU – Centro Internazionale della Grafica d’Arte, sarà possibile assistere al processo di stampa completo per la realizzazione di un’opera calcografica del maestro Emilio Isgrò da Il libro del Cortigiano, di Baldassare Castiglione la cui tiratura sarà ultimata proprio nei giorni del Festival (sabato 9 maggio, dalle ore 18). Nel consueto spazio riservato agli esordi letterari, domenica 10 maggio dalle 15.30 al Circolo Cittadino, gli autori e le autrici Sofia Assante, Ilaria Camilletti, Alessandra Leva, Sonia Lisco, Michela Panichi, Leonardo San Pietro dialogano con Michele Bonatti. A seguire l’incontro curato da RinasciMente dedicato alla rivista “I Mesi della Civetta”. Nella stessa giornata, alle 18, la Fondazione Ferruccio Giovanetti cura la presentazione di La lunga notte dell’idroscalo. Il delitto Pasolini (Mimesis Edizioni), con l’autore Daniele Piccione e Floriana Conte.

Si segnalano, inoltre, l’incontro con il poeta Claudio Damiani in dialogo con Salvatore Ritrovato e il reading a cura del Centro Teatrale Universitario Cesare Questa “Ti lodo per il tuo amore” per l’ottavo centenario della morte di san Francesco (sabato 9 maggio, ore 15, Fondazione Carlo e Marise Bo); il gioco-evento Sei tu il marziano? (in collaborazione con Club IDDU Urbino APS e AIC PesaroInGioco), venerdì 8 maggio, al Circolo Cittadino, alle 19:30. Per il secondo anno consecutivo il Festival offre un’opportunità di formazione con il seminario a cura di Francesca Palmieri, Presidente di AIB Marche, dedicato agli albi senza parole, con interventi di Elena Carrano e Mara Cerri, in collaborazione con Settore Biblioteche di Ateneo. L’Associazione Dottor Pumba domenica 10 maggio alle 10 porta in piazza della Repubblica i suoi asini per poi andare in passeggiata con i bambini e le bambine fino alla Sala di Lettura Lilliput.

Durante Urbino e le Città del Libro l’artista Andrea Musso esporrà le proprie opere negli spazi della Libreria Montefeltro di Via Veneto, nella personale I luoghi della lettura. Si aprirà inoltre la mostra L’Accademia Raffaello e la Scuola di Urbino. I Corsi Internazionali di Incisione (1966 – 1995), con presentazione al Collegio Raffaello sabato 9 maggio alle 16, a cui  seguiranno le inaugurazioni nelle due sedi: Bottega Giovanni Santi, ore 17, Sale del Castellare, ore 18.

Come per ogni edizione, nei giorni del Festival Urbino diventa Città dei Piccoli grazie alle letture, ai laboratori (espressivi, di stampa, creativi) e alle attività ludico-didattiche dedicate ai bambini e alle bambine. Continuano le collaborazioni con Stacciaminaccia, il festival di Letteratura per l’infanzia del Comune di Fermignano, con il Settore Biblioteche di Ateneo (per la Caccia al tesoro in biblioteca a San Girolamo, venerdì 8 maggio, ore 16), con la Sala di Lettura Lilliput e la bibliotecaria Laura Rossini, con Nati per leggere e le lettrici volontarie. Il Centro per le Famiglie e Ludoteca “TanaLiberaTutti”, inoltre, apre i propri spazi a Urbino Città dei Piccoli, mettendo a disposizione l’esperienza dell’équipe educativa per attività pensate per le fasce d’età 0-6 anni e 6-11 anni (sabato 9 maggio dalle 15:30).

 

Il programma completo del festival è disponibile sul sito www.urbinocittalibro.it  e si può scaricare a questo link: Ucl26_Programma. Tutti gli incontri, le attività e le mostre sono gratuiti e a ingresso libero.

Il Festival è a cura dell’Associazione Culturale Practica ETS. Con il Patrocinio e il contributo di Comune di Urbino. Con il Patrocinio di Regione Marche, Consiglio Regionale Assemblea Legislativa delle Marche, Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, Isia Urbino, Liceo Artistico “Scuola del Libro”, Accademia di Belle Arti. Con la partecipazione di Fondazione Carlo e Marise Bo, Settore Biblioteche di Ateneo, Fondazione Ferruccio Giovanetti. In collaborazione con La grande invasione di Ivrea, Biblioteche Alto Metauro; Ambito Territoriale Sociale 4;  Associazione Italiana Biblioteche Sezione Marche; Legato Albani; 2RCABAU – Centro Internazionale della Grafica d’Arte; Fondazione Nazionale Carlo Collodi; Sala di lettura per ragazzi Lilliput; Centro per le Famiglie e Ludoteca “TanaLiberaTutti”; Urbino in Gioco; RinasciMente; Officina Grafica; Associazione Dottor Pumba; Nati per Leggere Marche. Con il sostegno del Mic e di SIAE nell’ambito del programma “Per Chi Crea”. Con il sostegno del Rotary Club Urbino.

 

Main sponsor CIV SYSTEM Sponsor Giusto Gostoli Fare Casa; IMAR (per Urbino Città dei Piccoli); Farmacia Fattori Acqualagna; Moretti Ugo; C.R.A. INOX; Termoidraulica e sanitari di Gulini Luca & C.; Eurotrad; Terrazza del Duca; Il Panaro Food; Notaio Marco Paladini; Scatolificio VEC; Cimas; BCC Metauro – Gruppo BCC Iccrea; allGold; Montefeltro Libri. Con il supporto di Pro Loco Canavaccio; Mega Auto 2; AIS Marche – Urbino Montefeltro; Tenuta Santi Giacomo e Filippo; Triglia di Bosco; Pizzeria Urbana; Prometeo il farro; Studio Tre – Stamperia d’arte; Circolo Cittadino; Amicucci. Materiali e colori per belle Arti; Cinema Nuova Luce; DIGIT srl innovativa società benefit; AD Scacchi Dynamo – Urbino; Studio Tecnico Vagnerini a Urbino; Albergo Italia Urbino.

Media Partner Tele 2000 e Radio URCa

Progetto grafico Isia Urbino.

Per informazioni: info@associazione-practica.it

 https://www.urbinocittalibro.it/wp-content/uploads/2026/04/UCL26_Programma.pdf

URBINO

8 – 10 maggio 2026

Tema: «Asinerie»

Un festival diffuso, tra parole, immagini e idee, nel cuore di una città patrimonio UNESCO.

A cura di Practica ETS

Con il patrocinio e il contributo di Città di Urbino – Vieni a Urbino

Con il patrocinio di Regione Marche, Consiglio regionale delle Marche, Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, ISIA U, Scuola del Libro di Urbino, Accademia di Belle Arti di Urbino

Grafica: ISIA Urbino

Festival Internazionale “Urbino In Acquerello” 2026

Dal 30.4.2026 al 17.5.2026

ZAFFIRI DELL'ISTANTE

Ci sono attimi nella vita, brevi eppure indimenticabili, che brillano con la forza di un fulmine improvviso, frammenti di tempo così intensi da sembrare scolpiti nella memoria. Li possiamo chiamare zaffiri dell’istante – scintille rare e preziose che, come gemme, emergono dal flusso quotidiano per ipnotizzarci, sconvolgerci, o semplicemente svegliarci.

In quei momenti, tutto sembra fermarsi. La mente razionale, abituata a controllare, catalogare e pianificare, cede il passo a qualcos’altro: a una visione, a un’intuizione, a un’immagine che si impone con forza, anche se non sappiamo spiegarla. Questi zaffiri sono lampi di coscienza, talvolta così intensi da mandare in frantumi la nostra capacità di concentrazione, costringendoci a confrontarci con ciò che di solito ignoriamo: l’invisibile, l’inspiegabile, l’immaginario.

Eppure, è proprio da questa disarmonia che può nascere la bellezza. Perché quei lampi ci portano altrove, fuori dalla linearità della logica, in un territorio dove solo l’arte – nelle sue molteplici forme – riesce a tradurre il caos in significato. Il pittore, il poeta, il musicista, lo scrittore: tutti, in fondo, inseguono questi zaffiri dell’istante per afferrarli, trasformarli, restituirli al mondo sotto forma di emozione condivisa.

Non dovremmo temere questi momenti. Anche quando ci disorientano o ci scuotono, ci offrono qualcosa di prezioso: ci ricordano che siamo vivi, sensibili, capaci di meraviglia e di profondità. Ci aiutano a guardare il mondo con occhi nuovi, a immaginare ciò che ancora non esiste, a sentire ciò che le parole spesso non riescono a dire.

PROGRAMMA:

https://www.urbinoinacquerello.org/programma-2026/

 

SEMI DI SALE

MOSTRA FOTOGRAFICA

L'UOMO DI BITUME

di Francesco De Luca

Visitabile dal 4 al 25 aprile:

Mercoledi, Giovedi e Venerdi: 16.30-19.30

Sabato e Domenica: 10.00-12.30 / 16.00-19.00

ESPOSIZIONE DEI PROGETTI

FOTOGRAFICI DEGLI ALLIEVI DEL LICEO ARTISTICO

SCUOLA DEL LIBRO DI URBINO

Galleria Civica Albani, Urbino

Via Giuseppe Mazzini, 7

 

Inaugurazione

8 aprile 2026 - ore 10.30

 

La mostra fotografica “Semi di Sale” nasce all’interno dell’omonimo progetto promosso dalla Scuola del Libro di Urbino – sezione Cinema e Fotografia – in collaborazione con l’Associazione CSV Marche.

L’iniziativa comprende un concorso fotografico rivolto agli studenti degli indirizzi Cinema e Fotografia e Grafica, coinvolgendo diverse classi dell’istituto. Il progetto è dedicato alla memoria di Francesco De Luca, ex studente, artista e fotografo, scomparso prematuramente nel giugno 2023. L'iniziativa ha il patrocinio e il supporto del Comune di Urbino.

LA MOSTRA

L’esposizione presenta 29 fotografie, a colori e in bianco e nero, che intrecciano due percorsi:

Ne emerge un dialogo intenso tra esperienza artistica e nuove sensibilità, tra memoria e futuro.

L’opera di Francesco De Luca

Fotografo e autore capace di unire immagine e parola, Francesco De Luca ha sviluppato una ricerca profondamente personale, in cui fotografia e scrittura si fondono in un unico gesto espressivo.

Con “L’uomo di bitume”, costruisce un percorso visivo ed emotivo che richiama suggestioni epiche e mitologiche – da Ulisse a Telemaco – trasformando il viaggio in metafora centrale dell’esistenza. Non si tratta di una destinazione, ma di un processo: un attraversamento fatto di ricerca, smarrimento e trasformazione.

Le sue immagini, realizzate tra i primi anni Novanta e il 2010, non documentano semplicemente la realtà, ma la interrogano. Ogni fotografia nasce da un equilibrio tra caso, attesa e sguardo consapevole, dando vita a composizioni dense di simboli, silenzi e rimandi interiori.

La luce, spesso radente e filtrata, accarezza le forme senza mai svelarle completamente; le ombre diventano spazio di contemplazione. Il risultato è un linguaggio visivo intimo e stratificato, capace di evocare temi universali come il tempo, la fragilità e il senso dell’esistenza.

Un percorso tra immagini e significati

La mostra si sviluppa come un racconto per immagini: si apre con la leggerezza di una farfalla pronta al volo e si chiude con un gesto di tenerezza scolpito nella pietra, davanti alla tomba di una giovane coppia.Tra questi due estremi prende forma una progressiva evoluzione dello sguardo dell’artista: dall’ironia iniziale a una dimensione più raccolta e meditativa, fino a una riflessione profonda sulla condizione umana.

Le opere non offrono risposte definitive, ma invitano lo spettatore a sostare nella domanda, a lasciarsi attraversare dalle immagini e a intraprendere un proprio viaggio interiore.

Un dialogo tra generazioni

Accanto al lavoro di De Luca, le fotografie degli studenti rappresentano un segno concreto di continuità: uno sguardo giovane che si confronta con un’eredità artistica viva, trasformandola in nuova espressione.

“Semi di Sale” è quindi non solo una mostra, ma un progetto di memoria, formazione e ricerca, in cui l’arte diventa spazio condiviso di crescita e riflessione.

NOSTALGIA DI FUTURO - Mostra di arte orafa a Palazzo Ducale 

Tornano nelle loro Marche Daniela e Marzia Banci e lo fanno portando nel cuore storico e culturale di Urbino la mostra di arte orafa ispirata al Ducato: NOSTALGIA DI FUTURO, in esposizione dal 28 marzo al 3 maggio nelle Sale del Castellare di Palazzo Ducale (Piazza Duca Federico | tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18 | chiuso il lunedì | per informazioni: 333 3921744 | marzia.banci@gmail.com). Con il patrocinio del Comune di Urbino.

L’esposizione, che già ha avuto successo nelle due tappe nazionali dal titolo IN LUCE L’OSCURITÀ VOLGENDO, nel 2023 in Galleria Cavour a Padova con più di 2 mila visitatori, e nel 2025 a Firenze alla Rotonda Brunelleschi nel Museo De’Medici, sarà aperta da un evento che coinvolgerà le due artiste Daniela e Marzia Banci, la curatrice Cristina Acidini, Bonita Cleri già docente di storia dell'arte moderna e di storia dell'arte marchigiana all'Università di Urbino, l’assessore alla Cultura del Comune di Urbino Lara Ottaviani, il direttore della Galleria Nazionale delle Marche a Urbino Luigi Gallo, la storica dell’arte Maria Anna Di Pede, il direttore del Museo de’ Medici di Firenze Samuele Lastrucci, lo scrittore Andrea Panzavolta, l’assessore alla Cultura del Comune di Padova Andrea Colasio.

In collaborazione con il Comune di Urbino, saranno aperte per cinque settimane le porte delle Sale del Castellare di Palazzo Ducale che ospiteranno le due diverse sezioni di

NOSTALGIA DI FUTURO

  1. COLLEZIONI,la prima sezione, contiene i gioielli del passato delle due artiste orafe con le collezioni pregresse, create nei loro 45 anni di felice attività e realizzate per lo più dal 1985 al 2010.
  2. IN LUCE L’OSCURITÀ VOLGENDO, invece, la seconda sezione, ha per protagonisti la storia, la cultura e l'arte rinascimentale di Urbino, a partire dalle rocche per arrivare ai Duchi, agli Uomini Illustri e all'Europa, fino ai nuovi gioielli dedicati alle Duchesse. Un lascito partito da Urbino per diramarsi in una cultura artistica e politica che andava definendosi.

Tutti soggetti che, negli stessi spazi, durante il periodo di apertura, saranno anche alla base di incontri, concerti ed approfondimenti sul Ducato di Urbino, sui Duchi e gli uomini illustri che fecero la storia del territorio marchigiano, nazionale ed europeo, considerato il loro peso politico e la loro influenza culturale, esaminando parallelismi, eredità e strascichi sull’attualità.

LA COLLEZIONE – In Luce l’Oscurità Volgendo

Ispirati al Ducato di Urbino e alla sua evoluzione, creati nel laboratorio padovano di Daniela e Marzia Banci, esposti a Padova, Firenze e ora Urbino, questi gioielli che rileggono ed interpretano le vicende storico-culturali del Ducato, tornano nelle loro Marche, terra d’origine di Daniela e Marzia Banci impegnate da 45 anni nell’arte orafa ad esprimere coi preziosi la loro visione intimamente personale e filosofica. La storia del Ducato di Urbino è qui espressa nelle loro opere, una storia che le artiste hanno elaborato in maniera individuale, ma strettamente complementare.

Le spille di Marzia Banci, pensate per l’uomo, trovano un’ideale collocazione vicino al cuore di chi le indossa. Dedicate alle rocche, esaltano la bellezza di queste fortezze, gemme incastonate nel territorio marchigiano, e vengono caratterizzate da componenti storiche e architettoniche urbinati. Ad emergere è la collezione su I Duchi di Urbino, pezzi che ritraggono i primi Oddantonio e Federico da Montefeltro, fino agli ultimi Della Rovere. Opere a cui per la prima volta in esposizione, si aggiungono le nuove spille sulle Duchesse: Isotta D’Este, Battista Sforza, Elisabetta Gonzaga, Elonora Gonzaga, Vittoria Farnese, Livia Della Rovere e Claudia De’ Medici. Questi gioielli fanno rivivere le dinastie su lastre di argento, tra cornici d’oro e acciaio, incise ed ornate da pietre in un dialogo con professionisti e artigiani che hanno contribuito alla realizzazione dell’opera orafa con piccoli dipinti, rimandando alla creatività delle botteghe rinascimentali.

Daniela Banci, invece, svolge la sua ricerca artistica partendo dallo Studiolo del Palazzo Ducale di Urbino, l’ambiente più intimo dell’edificio, lasciandosi ispirare dagli Uomini illustri dello Studiolo, filosofi, poeti, scienziati, uomini di ingegno, dottori della Chiesa, esempi di virtù per il Duca, e dalla personalità di Federico da Montefeltro, dalla sua cultura, dalle sue scelte intellettuali ed estetiche. I Duchi di Urbino si fecero eredi di quell'imponente passato che fu la tradizione classica, divenendone a loro volta traduttori. Nel Palazzo Ducale di Urbino la dialettica eredità – tradizione – innovazione diviene paradigma compiuto del principio spirituale chiamato Europa nello Studiolo del Duca. Per raccogliere il periodo storico, l’artista modella i suoi preziosi e le collane diventano manifesto della collezione che narra 200 anni dell’intera casata per mezzo di argento, oro bianco e giallo e cristallo di rocca: un omaggio alla dinastia Montefeltro.

Quello delle sorelle Banci è un omaggio alla loro terra d’origine, punto di partenza di molte relazioni fino allo sviluppo della ricerca sul gioiello contemporaneo, in un'evoluzione che è andata di pari passo con la storia del Bel Paese e della sua arte. Entrambe laureate in architettura, nel riflettere sulle loro origini, hanno compiuto un percorso retrospettivo e introspettivo che ha arricchito il loro linguaggio espressivo, elaborando la storia di Urbino attraverso approfondimenti e riflessioni.

«La mostra Nostalgia di futuro - dice l’Assessore alla Cultura del Comune di Urbino Lara Ottaviani - presenta le creazioni orafe di Daniela e Marzia Banci nelle sale del Castellare di Palazzo Ducale a Urbino, luogo simbolo del Rinascimento e della stagione più alta dell’Umanesimo. In questo contesto straordinario, i loro gioielli dialogano con la cultura rinascimentale urbinate: non semplici oggetti preziosi, ma opere frutto di ricerca, che intrecciano storia, filosofia, simboli e architettura. Il lavoro delle due orafe trova così una naturale consonanza con il pensiero e l’armonia artistica che hanno reso Urbino uno dei centri più luminosi del Rinascimento».

«È all’eredità culturale urbinate che la ricerca delle sorelle Banci guarda con consapevolezza critica. I loro gioielli non si limitano a tradurre iconografie in scala preziosa. Essi operano una trasposizione concettuale: la materia diventa racconto, il metallo assume densità simbolica, la pietra incastonata evoca una stratificazione di memorie. Le micro-architetture che condensano storia, filosofia e territorio. L’oro e l’argento dialogano con metalli ossidati, con superfici incise, con pietre dure che rimandano alla geografia marchigiana. È una riflessione sul presente: sulla possibilità di coniugare identità e apertura, radicamento e visione. La Nostalgia è riconoscimento di una radice feconda; il Futuro è compito culturale: un progetto politico e artistico dalle nuove prospettive». Luigi Gallo, direttore della Galleria Nazionale delle Marche.

 

Programma degli incontri

Giardino d’inverno – Sala del Castellare di Palazzo Ducale – Urbino

Domenica 12 aprile – ore 17:00
• Bessarione lungimirante erudito, la sua importante eredità
Relatrice: Barbara Marengo (giornalista)
• Il Cardinale Basilio Bessarione, il bizantino che tra Oriente e Occidente prefigurò la civiltà europea
Relatore: Gianpaolo Scarante (ambasciatore)

Martedì 14 aprile – ore 17:00
• La guerra, le arti, l’amore nella musica a corte
Relatore: Carlo Inzerillo (storico)

Domenica 19 aprile – ore 17:00
• Filosofia nel gioiello di Daniela e Marzia Banci
Relatori: Umberto Curi (filosofo) e Andrea Panzavolta (saggista)

Venerdì 24 aprile – ore 11:00 e 17:00
• Incontro con le autrici
• Partiture musicali eseguite da Leonardo Giulianelli (pianoforte)

Sabato 25 aprile – ore 11:00 e 17:00
• Incontro con le autrici
• Partiture musicali eseguite da Leonardo Giulianelli (pianoforte)

Domenica 26 aprile
• Ore 11:00
Incontro con le autrici
Partiture musicali eseguite da Leonardo Giulianelli (pianoforte)
• Ore 17:00
Dare gioia agli uomini. Influenze dell’“Andrej Rublëv” di Tarkovskij nei gioielli delle sorelle Banci
Relatore: Andrea Panzavolta (saggista)

Martedì 28 aprile – ore 17:00
• Urbino capitale dell’Umanesimo scientifico
Relatore: Gian Italo Bischi (matematico)

Venerdì 1 maggio – ore 11:00
• Incontro con le autrici
• Partiture musicali eseguite da Leonardo Giulianelli (pianoforte)

Domenica 3 maggio – ore 11:00
• Presentazione del libro “Nostalgia di futuro”
Daniela e Marzia Banci (orafe)
• Partiture musicali eseguite da Leonardo Giulianelli (pianoforte)

SEVERINO BRACCIALARGHE

NEW RENAISSANCE

Mostra personale

  Sede: Galleria Civica Albani

Via G. Mazzini, 7 – Urbino

 

Realizzata presso la Galleria Civica Albani, con il patrocinio e il supporto del Comune di Urbino, la mostra NEW RENAISSANCE di Severino Braccialarghe rappresenta un progetto concepito nel 2024 ma maturato attraverso un percorso iniziato nel 2017, anno in cui l’artista sceglie di stabilirsi nella città feltresca, culla del Rinascimento italiano.

L’esposizione nasce da un rinnovato spirito rinascimentale che ha profondamente segnato la ricerca di Braccialarghe, in dialogo e talvolta in contrasto con la sua lunga esperienza artistica in Africa. Proprio a Cape Town, nel 1994, in occasione dell’insediamento di Nelson Mandela alla guida del Paese, l’artista realizzò un’opera monumentale in marmo simbolo del “Rinascimento Africano”, creando un ponte ideale con l’opera in marmo di Carrara donata al Comune di Urbino.

Il cuore del progetto è la valorizzazione del Rinascimento urbinate attraverso la figura illuminata di Federico da Montefeltro, simbolo di mecenatismo e visione culturale. Il percorso espositivo si ispira alla straordinaria stagione artistica della corte feltresca e al modello di diffusione del sapere rappresentato dallo Studiolo del Duca nel Palazzo Ducale di Urbino, luogo emblematico in cui il Rinascimento veniva celebrato come sistema di conoscenza universale.

La mostra si articola in diverse fasi rappresentative, seguendo un’evoluzione narrativa che parte dalla raffigurazione della corte di Urbino attraverso tre figure chiave — il Duca Federico, la consorte Battista Sforza e il figlio Guidobaldo da Montefeltro — per poi aprirsi alla rappresentazione di altri protagonisti del Rinascimento italiano.

Nell’ultima fase del progetto, Braccialarghe introduce un elemento innovativo: l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale come strumento creativo, capace di generare nuove figure simboliche che trascendono il passato e proiettano l’ideale rinascimentale verso il futuro. È qui che prende forma il concetto di NEW RENAISSANCE: non una semplice rievocazione storica, ma una riflessione contemporanea che unisce tradizione, tecnologia e visione umanistica.

L’obiettivo dell’iniziativa è la divulgazione culturale nel territorio marchigiano e oltre, attraverso mostre, incontri e conferenze dedicate al periodo rinascimentale e alla sua attualità, riaffermando Urbino come centro propulsore di cultura e innovazione.

Informazioni mostra

Vernissage: sabato 07 marzo, ore 18.00

Sede: Galleria Civica Albani

Via G. Mazzini, 7 – Urbino

Periodo: dal 07 al 29 marzo

Orari: 10.00–13.00 / 16.00–19.30

Info: 379 2767890

SEVERINO BRACCIALARGHE

 Nato a Macerata nel 1943 da una famiglia di tradizioni Artigiane e Artistiche.

Trasferitosi a Milano nel 1962, pratica architettura all’ENI ed in uno studio privato part/time. Insoddisfatto, emigra in Sudafrica nel 1970 e prosegue la sua carriera nella progettazione in architettura, nel design e decorazione di interni.

Nel 1981 frequenta l’Accademia Artistica di Cape town: a questo segue la progettazione e l’esecuzione della sua prima scultura monumentale in marmo del Namaqualand. Si reca così per oltre un anno a Pietrasanta per apprendere quello che diventerà poi la sua nuova professione. Espone in seguito le sue sculture in marmo e bronzo in Sudafrica, Italia, Olanda e Lussemburgo.

Nel 1991, durante l'anno sabbatico in Italia, insegna scultura all’Accademia Belle Arti di Lecce, dove apre a nuove iniziative e orizzonti ai suoi allievi. La sua tentata ‘riforma’ non viene apprezzata dall’Accademia ed è costretto a lasciare: ritorna cosi’ a Cape Town.

Dal 1992 esplora un nuovo campo di creatività artistica, quando inizia la serie di ‘Arte funzionale’ elementi di arredo, realizzate in legno massello, alluminio, marmo e vetro che esibisce con le sue sculture.A causa del nuovo clima di insicurezza instaurato in Sudafrica con l’ascesa di Mandela al potere e l’età avanzata, preferisce ritornare in Italia, non prima di aver realizzato una scultura Monumentale in ricordo di Mandela.

Nel 2012 si stabilisce ai margini del parco dei Monti Sibillini, dove a causa  del terremoto delle Marche nel 2016, dovrà lasciare la sua dimora al castello di Croce di Caldarola per trasferirsi a Urbino:quì, ispirato dal clima culturale del borgo Rinascimentale, promuove iniziative artistiche e culturali prima in Via Valerio, poi come curatore di mostre d’arte nel Montefeltro, coinvolgendo artisti locali e stranieri.

Si dedica durante il Covid alla narrazione delle sue esperienze di vita, pubblicando alcuni libri che illustrano le varie esperienze di vita. Più tardi, alla soglia degli ottant'anni, desideroso di riprendere la sua creatività artistica, inizia a dipingere, influenzato dal clima Rinascimentale dal quale è circondato. Questo apre un nuovo orizzonte all'ispirazione, preparando una serie di ritratti rinascimentali che poi interpreta inserendoli nel contesto della modernità. Lo scopo è di perseguire il pensiero dell’allora Duca Federico a espandere la conoscenza del Rinascimento nelle Marche, come illustrato nel soffitto del suo studio al Palazzo Ducale di Urbino.

L’attuale esposizione è maturata dopo almeno tre anni di lavoro e ricerca, ed è rivolta agli appassionati della nostra cultura oltre che ai giovani studenti che convergono a Urbino.

La Città di Urbino si prepara a ospitare, nelle prestigiose sale della Galleria Civica Albani, la mostra personale di Pico Romagnoli VERTIGINE, a cura di Maurizio Cesarini e Simona Zava. Il nuovo e importante progetto espositivo, promosso dalla Galleria Civica Albani, con il patrocinio della Città di Urbino, sarà inaugurato sabato 31 gennaio 2026 alle ore 18:00.

 La mostra sarà visitabile fino a sabato 28 febbraio 2026, da mercoledì a domenica, dalle ore 10.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 19.30. L’ingresso è libero.

La mostra propone un ampio percorso attraverso la ricerca più recente e quella storica dell’artista, riunendo quaranta grandi opere realizzate a pennarello su carta, tela e tavola che, insieme a ventuno raffinati studi a pennarello su carta, documentano la produzione più recente di Pico Romagnoli. A completare l’esposizione, sono presenti anche sei grandi sculture in rete metallica e un’opera in rete su carta, appartenenti alla produzione storica dell’artista e poste in dialogo diretto con i lavori bidimensionali.

Il progetto riunisce un corpus significativo di opere, selezionate perché rappresentative dell’evoluzione artistica di Pico Romagnoli. Le grandi sculture, che testimoniano la sua ricerca scultorea nell’arco temporale compreso tra il 2003 e il 2023, ripercorrono la dimensione storico-esistenziale del suo lavoro: la figura umana è indagata con l’intento di superarne i confini fisici per approdare a un orizzonte più metafisico.

Nelle opere più recenti, realizzate esclusivamente con l’uso del pennarello, la serie Prospettive segna l’inizio di un processo di dematerializzazione della scultura e della sua trasformazione in segno grafico. In Spazio – Struttura – Luce convergenze e divergenze attraverso cui filtra la luce danno forma a un intenso conflitto tra bianco e nero. La serie Caos – Logos – Tempo rappresenta invece lo sviluppo di una raffinata ricerca grafica sulla spirale, avviata dall’artista già negli anni Novanta.

Nato a Senigallia nel 1952, città in cui vive e lavora, Pico Romagnoli, dopo gli studi di Filosofia presso l’Università di Urbino, si trasferisce a Milano, dove insegna e avvia la sua ricerca scultorea. Nel 1989 frequenta il laboratorio di Scultura di Giovanni Blandino e, nel 1990, a Carrara, avviene l’incontro decisivo con il marmo presso i prestigiosi Laboratori Artistici Nicoli. Dal 2000 si stabilisce nuovamente a Senigallia, dedicandosi alla realizzazione di sculture in rete metallica. Le sue opere sono presenti in importanti collezioni pubbliche e private, in Italia e all’estero, e la sua intensa attività lo vede protagonista, dagli anni Novanta a oggi, di numerose e prestigiose esposizioni personali e collettive a livello nazionale e internazionale.

Per informazioni: Galleria Civica Albani, Via Giuseppe Mazzini, 7 61029, Urbino (PU)  / Cell. 338 6358499. 

GIOCHI E MOVIMENTO

Nicola Gambedotti

Sale del Castellare – Palazzo Ducale di Urbino
17 gennaio – 1° marzo 2026

A cura di Fabiana Faliti

Nell’ambito del programma ufficiale dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, apre alle Sale del Castellare di Palazzo Ducale di Urbino, dal 17 gennaio al 1° marzo 2026, la mostra Giochi e Movimento, dedicata all’opera del Maestro Nicola Gambedotti (1931–2011), protagonista originale e mai scontato del Novecento italiano.

A dieci anni dall’ultima grande antologica al Castel dell’Ovo di Napoli, l’esposizione segna l’avvio ufficiale del nascente Archivio Gambedotti, istituito con l’obiettivo di promuovere, studiare e tramandare l’opera del Maestro attraverso una visione contemporanea, aperta al dialogo con le istituzioni culturali, i giovani e la ricerca.

La mostra, promossa dall’Archivio Nicola Gambedotti in collaborazione con il Comune di Urbino, rappresenta il primo atto pubblico di questo nuovo percorso e ne incarna fin da subito la missione culturale e progettuale. E’ inoltre parte del palinsesto dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, il programma multidisciplinare, plurale e diffuso che animerà l’Italia per promuovere i valori Olimpici attraverso la cultura, il patrimonio e lo sport, in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali che l’Italia ospiterà rispettivamente dal 6 al 22 febbraio e dal 6 al 15 marzo 2026.

Curata da Fabiana Faliti, nipote del Maestro, Giochi e Movimento pone al centro il concetto di movimento come principio generativo dell’opera di Gambedotti: movimento del corpo, del segno, del pensiero, della comunità. Il Gioco diventa il pretesto narrativo attraverso cui l’artista esplora il dinamismo dell’esistenza e la dimensione relazionale dell’esperienza umana.

Il Gioco come pretesto di comunità, dinamismo e relazione

Nel percorso espositivo, il Gioco non è mai competizione, ma spazio condiviso, occasione di incontro, dispositivo simbolico capace di attivare relazioni. Il movimento attraversa ogni opera come tensione vitale, come impulso che mette in relazione i corpi, i segni e lo spazio.

Emergono i richiami alla tradizione urbinate, dai giochi rinascimentali intesi come momento di festa collettiva, fino a una visione inclusiva della comunità, in cui la pluralità dei corpi e delle esperienze è rappresentata con naturalezza e forza espressiva. In questo contesto, il movimento si afferma come linguaggio universale, capace di tenere insieme differenze, fragilità e resilienze.

L’itinerario espositivo si sviluppa come un flusso continuo, immersivo, in cui il visitatore è chiamato a entrare in una dimensione dinamica, mai statica: il movimento diventa metafora della condizione umana, della necessità di mettersi in gioco, di andare oltre, di non arrestare il proprio percorso.

Le sezioni del progetto espositivo

In mostra sono presenti 32 Opere realizzate con la tecnica dell’acrilico bulinato e il percorso è strutturato in quattro sezioni tematiche, che guidano il visitatore attraverso i nuclei centrali della ricerca di Gambedotti:

1. EQUESTRE

Una sezione dedicata al tema del cavallo e della figura cavalleresca come metafora del viaggio, della tensione ideale e del movimento storico e simbolico. Qui compaiono cavalieri erranti, Don Chisciotte, giostre e tornei, in un dialogo continuo tra mito, letteratura e tradizione figurativa.

2.  GIOCHI

Il cuore narrativo della mostra. Il gioco è rappresentato come esperienza collettiva, rituale sociale e spazio di relazione. Opere dedicate ai giochi di società, alle carte, alle bocce, alle feste popolari e ai giochi urbani restituiscono una visione corale e inclusiva della comunità.

3.  MOVIMENTO

Una sezione più concettuale, in cui il movimento diventa condizione esistenziale e principio formale. Figure controvento, paesaggi dinamici e composizioni complesse rendono visibile il ritmo interno dell’opera, la tensione continua tra equilibrio e trasformazione.

4.  URBINO

Il rapporto con la città natale emerge come radice identitaria e culturale. Urbino non è solo sfondo, ma organismo vivo: spazio urbano, memoria storica e paesaggio simbolico si intrecciano in una riflessione sul presente e sulla trasformazione del tessuto sociale ed un monito a preservare il paesaggio con una chiara presa di posizione contro le cementificazioni indiscriminate. Urbino quindi contrapposta in positivo a modelli urbanistici fallimentari.

Nicola Gambedotti nel Novecento: caposcuola dell’acrilico bulinato

Nicola Gambedotti, è stato un pittore e incisore figurativo di ricerca, considerato uno dei massimi esperti nell’utilizzo della tecnica ad acrilico bulinato. Le sue opere figurano in collezioni private e pubbliche presente nei più qualificati annuari e cataloghi d’arte. Su “Annuario d’arte moderna. Artisti contemporanei (2000)”, la sua arte è stata descritta: “Scenari medievali di vaga ambientazione nordeuropea arricchiti di impercettibili elementi di contaminazione moderna costituiscono il mondo fantastico, satirico, del sacro e del profano, l’agognata violazione dei confini spazio-temporali. Nicola Gambedotti: Cavalieri dell’Apocalisse, Tribunali d’inquisizioni, Giardini dei supplizi e ancora Ghetti, Labirinti, Catacombe oltre il loro significato allegorico accrescono la dimensione narrativa di una pittura sulla quale la grande maestria nella tecnica dell’incisione propria dell’autore lascia una traccia inconfondibile caratterizzando il tratto e lo stile di un artista eccelso”

E’ nato a Roma nel 1931 e vissuto ad Urbino (paese di Raffaello), al cui celebre Istituto d’Arte ha studiato, conseguendo l’abilitazione all’insegnamento delle tecniche dell’incisione sotto la guida del Prof. Pietro Sanchini. E’ vissuto alcuni anni in Sar­degna prima di trasferirsi a Napoli dove è vissuto per tutta la sua vita al fianco della moglie Vittoria e i figli Monica, Marco e Fabio, insegnando per 40 anni come titolare della cattedra di progettazione (Arte della Stampa) presso l’Istituto Statale d’Arte F. Palizzi. Una vita trascorsa con i grandi maestri del primo Novecento da Chiancone a Striccoli, da Verdecchia a Casciaro e tanti altri.  

E si direbbe che questi tre paesaggi – non soltanto geografici, soprattutto interiori – attraverso i quali è passato, abbiano non appena influito sulla sua poetica d’artista ma lasciato il segno persino sui moduli espressivi con cui quella poetica è affrontata e svolta.

Di Urbino, e delle Marche in genere, è la dolcezza archi­tettonica di certi fondali: la sognante e sinuosa curvatura del crinale dei colli che sfumano verso l’orizzonte come la seve­ra e un po’ teatrale compattezza dei cortili e delle piazzette rappresentanti come una sorta d’ideale scenografia da com­media dell’arte; e della Sardegna è quel senso arcaico e mi­tico a un tempo di un mondo chiuso sin nell’impenetrabilità dei suoi costumi e che risponde con il silenzio e la fierezza ai colpi della cattiva sorte e con l’isolamento alla prevarica­zione della curiosità altrui; e di Napoli, infine, il gusto del-l’assemblage, una più colorita e, se si vuole, espansiva com­piacenza alla rappresentazione di un’allegria che, al contra­rio, maschera o in ogni caso cerca di vanificare le ingiurie della miseria e si atteggia spesso nei toni e nelle movenze della ballata popolare quando non in quelli di una più agra e movimentata «opera dei pupi».

La sua attività artistica ha inizio nel 1951. Da allora è stato frequentemente presente alle più importanti rassegne di pittura e di grafica sia in Italia che all’estero. Ha esposto nelle grandi capitali del mono come Copenaghen nel ’51, a New York al Met nel ’75, Lisbona, Amsterdam, Rotterdam, Stoccarda, Buenos Aires, Firenze e logicamente a Napoli, la “terra stregata”, come amava definirla, dove ha affondato le sue radici.

Presente in decine di pubblicazioni, tra cui nel “Dizionario degli artisti italiani del XX secolo” edito da Giulio Bolaffi nel 1979 e nell’Annuario d’arte moderna “Artisti Contemporanei” del 2000.

Numerose personalità dell’arte e della cultura si sono interessate al suo linguaggio pittorico, che è caratterizzato da una vena ispirativa di tipo onirico-surreale enfatizzata da una marcata segnicità esressiva. Partecipa con 10 xilografie al volume ad edizione limitata dello scrittore Fabio Tambari “cinque cronache”. Lo scrittore e giornalista italiano Michele Prisco diceva di lui: “Chi dice che la fantasia non ha più diritto di cittadinanza nella società nella quale viviamo? Gambedotti ce ne offre la più tangibile smentita”.

Ci ha a lasciato Napoli il 9 ottobre 2011

Il nascente Archivio Gambedotti: una visione strategica

La mostra I Giochi e il Movimento dà ufficialmente avvio alle attività del nascente Archivio Gambedotti, che si pone come centro di riferimento per la tutela, la valorizzazione e la diffusione dell’opera del Maestro attraverso quattro filoni strategici:

  1. Promozione dell’opera del Maestro presso le più importanti istituzioni culturali nazionali e internazionali, attraverso mostre, progetti espositivi e collaborazioni museali.
  2. Supporto ai giovani talenti, con particolare attenzione all’arte incisoria, ambito centrale nella ricerca di Gambedotti, favorendo il dialogo tra generazioni e la trasmissione delle competenze artistiche.
  3. Collaborazione con Atenei e giovani ricercatori per l’implementazione scientifica dell’Archivio, attraverso attività di studio, catalogazione e l’erogazione di borse di studio dedicate alla ricerca sull’opera dell’artista.
  4. Internazionalizzazione dell’opera, promuovendo la conoscenza di Gambedotti oltre i confini nazionali e inserendone la produzione nel più ampio contesto della storia dell’arte del Novecento europeo.

 

Dichiarazioni

Fabiana Faliti, Direttore Archivio Nicola Gambedotti e Curatrice della Mostra Giochi e Movimento

La mostra “giochi e movimento” parte dalla voglia di ridare nuova luce alla produzione artistica del Maestro Nicola Gambedotti. Un artista che ha contribuito ad ispirare e formare centinaia di allievi. Gambedotti era per me prima di tutto il nonno che con profonda dolcezza accoglieva una bambina nel suo studio mentre lavorava e aprendo silenziosamente di volta in volta finestre sul suo mondo onirico e fantasioso. Il percorso di cura di questa mostra si può dire sia partito da quei primi anni. Da qui anche la necessità di creare un Archivio per preservare e trasferire alle future generazioni la sua opera. L’occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici invernali in Italia ha ispirato me e la mia famiglia a ricercare nell’opera di Gambedotti i legami con il tema del gioco e del movimento estremamente presenti nella sua opera. È iniziato un viaggio che ha attraversato una minuziosa ricerca e che vede nella mostra “gioco e movimento” la prima tappa di un percorso avvincente fatto di recupero della valorizzazione e internazionalizzazione.

Lara Ottaviani, Assessore alla Cultura del Comune di Urbino

Come amministrazione comunale di Urbino siamo lieti di ospitare il progetto dedicato a Nicola Gambedotti all'interno delle sale del Castellare di Palazzo Ducale. Siamo particolarmente colpiti dal fatto che la famiglia di Gambedotti abbia voluto far partire con questa esposizione un corposo e articolato progetto dedicato a un artista di origine urbinate ancora tanto legato al suo territorio e alla città, così presente nella sua produzione artistica. Siamo inoltre orgogliosi di poter confermare la collaborazione con l'Olimpiade Culturale Milano Cortina 2026, certi che anche questa esposizione costituirà un’iniziativa di rilievo e di richiamo per la nostra città.

Domenico De Maio, Direttore Education and Culture – Fondazione Milano Cortina 2026

Inserire la mostra Giochi e Movimento nel programma dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026 significa riconoscere all’arte la capacità di dialogare con lo sport sul terreno dei valori condivisi: partecipazione, inclusione, relazione e memoria. Nell’opera di Nicola Gambedotti il movimento diventa forma di pensiero e strumento di lettura della realtà, capace di tenere insieme corpo, comunità e dimensione simbolica.

Il gioco, inteso come spazio condiviso e non competitivo, si fa metafora di un’Olimpiade Culturale diffusa e aperta ai territori, in cui l’eredità dei Giochi vive attraverso linguaggi artistici capaci di parlare al presente e alle nuove generazioni.

Informazioni pratiche

Sede
Sale del Castellare – Palazzo Ducale
Urbino

Date
17 gennaio – 1° marzo 2026

Orari di apertura
10.30–12.30 / 15.00–18.00

A cura di
Fabiana Faliti

Promossa da
Archivio Nicola Gambedotti

In collaborazione con
Comune di Urbino

Nell’ambito di
Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026

Sito web
www.gambedotti.it

 

 

Luce che Affiora           

Riccardo Guarneri in dialogo con Rembrandt van Rijn

Urbino, Galleria d’Arte Albani

Via Giuseppe Mazzini, 7, 61029 Urbino PU, Italia

dal 21 dicembre 2025 - 25 gennaio 2026

a cura di Riccardo Freddo e Luca Baroni

Orario di apertura: 10:00 - 12:30 / 16:30 - 19:30. 

 

Mostra voluta e sostenuta da

Comune di Urbino

in collaborazione con

Rete Museale Marche Nord,Gallery Rosenfeld – Londra, Associazione l’Arte in Arte

con il sostegno di

Next s.r.l.

URBINO –Il Comune di Urbino presenta alla Galleria d’Arte Albani, dal 20 dicembre 2025 al 25 gennaio 2026, la mostra Luce che affiora. Riccardo Guarneri in dialogo con Rembrandt, un progetto espositivo che unisce le opere del grande artista italiano contemporaneo Riccardo Guarneri a una selezione di incisioni originali di Rembrandt van Rijn, maestro assoluto della luce e del chiaroscuro nella storia dell’arte europea.L’esposizione, curata da Riccardo Freddo e Luca Baroni, nasce dalla collaborazione fra il Comune di Urbino, la Rete Museale Marche Nord, la Gallery Rosenfeld di Londra  e l’associazione L’Arte in Arte.

La mostra propone per la prima volta a Urbino un dialogo diretto tra due universi artistici lontani nel tempo ma accomunati da un’analoga interrogazione sulla luce come dimensione interiore e linguaggio della visione.

 

La mostra

La mostra, voluta e sostenuta dal Comune di Urbino, affonda le sue radici in un episodio biografico dello stesso Guarneri. Negli anni Cinquanta, durante un soggiorno nei Paesi Bassi, il giovane artista visita un’importante esposizione dedicata ai dipinti e alle incisioni di Rembrandt: la luce che affiora dalle ombre, attraverso la trama del segno grafico, costituisce per lui una vera e propria rivelazione. Da quell’incontro ha origine la ricerca pittorica che caratterizzerà l’intero percorso artistico di Guarneri, orientata verso la trasparenza del colore, la rarefazione della forma e una straordinaria sensibilità luministica.

Nelle opere di Guarneri, dagli anni Sessanta sino ai lavori più recenti, la luce non descrive, ma sembra affiorare da uno spazio interiore. Le superfici, costruite attraverso variazioni minime di colore e di segno, richiedono uno sguardo attento e lento. Il visitatore è invitato a entrare in una dimensione in cui la pittura diviene riflessione visiva, ritmo silenzioso, respiro.

Presentare il dialogo tra Rembrandt e Guarneri a Urbino, culla del Rinascimento e città simbolo dell’umanesimo europeo, significa riportare la riflessione sulla luce all’interno di un contesto che ha contribuito in modo decisivo alla formazione della moderna idea di sguardo e di artista. In un tempo caratterizzato dalla velocità delle immagini, la mostra invita a una percezione lenta, meditativa, capace di accogliere la profondità dell’esperienza visiva.

Riccardo Guarneri, maestro della pittura analitica italiana

Riccardo Guarneri (Firenze, 1933) è considerato uno dei protagonisti più autorevoli della cosiddetta pittura analitica italiana. Dopo una fase giovanile segnata dall’esperienza musicale e da un primo contatto con l’Informale europeo, l’artista sviluppa a partire dagli anni Sessanta una ricerca del tutto personale, fondata sull’uso della luce come elemento strutturante della superficie pittorica. La sua opera, caratterizzata da trasparenze, ritmi geometrici e impercettibili variazioni cromatiche, ha ottenuto larga attenzione da parte della critica e delle istituzioni museali italiane e internazionali. Guarneri ha esposto, tra l’altro, alla Biennale di Venezia, alla Kunsthalle di Berna, al Centre Pompidou e in numerosi musei europei, ed è considerato oggi una figura di riferimento imprescindibile per la riflessione contemporanea sulla pittura come spazio percettivo e mentale.

Le incisioni di Rembrandt

La mostra comprende venti incisioni originali di Rembrandt, realizzate tra gli anni Trenta e Cinquanta del Seicento, provenienti da una nota collezione privata del territorio urbinate, testimonianza significativa della vitalità del collezionismo locale e dell’attenzione per la storia dell’incisione.

Tra i fogli esposti figurano alcuni dei titoli più celebri della grafica rembrandtiana, come
Inno di Simeone (Presentazione al tempio) (ca. 1640), La négressecouchée (1658), Autoritratto con Saskia (1636), Autoritratto con cappello di piume (1638), L’angelo appare ai pastori (1634), Donna che bagna i piedi in un ruscello (1646), Erudito nello studio (1652).

Questi lavori esemplari, nelle diverse fasi della produzione dell’artista, permettono di seguire l’evoluzione del linguaggio rembrandtiano nell’uso della luce e del chiaroscuro, confermando la sua centralità nella storia della grafica europea.

Dichiarazioni

 “Siamo lieti di accogliere nella Galleria d’Arte Albani un progetto di grande valore, capace di mettere in relazione il lavoro dell’artista contemporaneo Riccardo Guarneri con le opere di Rembrandt.La mostra, curata da Riccardo Freddo e Luca Baroni, nasce dalla collaborazione tra il Comune di Urbino, l’associazione L’Arte in Arte, la Rete Museale Marche Nord e la Gallery Rosenfeld di Londra.Si tratta di un’iniziativa dal respiro internazionale che offrirà al pubblico l’opportunità di immergersi nelle suggestioni di due mondi e due modi diversi di intendere l’espressione artistica, trovando a Urbino un punto di incontro fertile e virtuoso.”

Lara Ottaviani| Assessore alla Cultura, Città di Urbino

 

““Per la Rete Museale Marche Nord è un onore essere tramite della collaborazione tra il Comune di Urbino, culla del Rinascimento e luogo nevralgico della cultura italiana, e la Gallery Rosenfeld, da anni punto di riferimento nel panorama dell’arte internazionale. Questa mostra– resa possibile anche grazie al prestito di importanti opere provenienti dal territorio urbinate – testimonia la vitalità e la ricchezza del nostro territorio.Spero che l’incontro tra Urbino, la grande arte internazionale e la solidità scientifica e progettuale della Rete Museale Marche Nord possa segnare l’inizio di una collaborazione duratura, e contribuire a portare nel mondo gli artisti e i tesori urbinati, dal passato al Novecento fino al presente.”

Luca Baroni|Direttore Rete Museale Marche Nord

“La poetica di Guarneri vive nella soglia del quasi invisibile, dove la luce affiora come un respiro. La sua delicatezza non è fragilità ma rigore, una scelta radicale di misura e ascolto. In questo dialogo con Rembrandt, la luce diventa un pensiero che invita a vedere più lentamente e più profondamente.”

Riccardo Freddo|Head of Museum

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