Servizio gratuito per il trasporto dei disabilii
Ufficio Turistico Consorzio

La Città di Urbino si prepara a ospitare, nelle prestigiose sale della Galleria Civica Albani, la mostra personale di Pico Romagnoli VERTIGINE, a cura di Maurizio Cesarini e Simona Zava. Il nuovo e importante progetto espositivo, promosso dalla Galleria Civica Albani, con il patrocinio della Città di Urbino, sarà inaugurato sabato 31 gennaio 2026 alle ore 18:00.

 La mostra sarà visitabile fino a sabato 28 febbraio 2026, da mercoledì a domenica, dalle ore 10.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 19.30. L’ingresso è libero.

La mostra propone un ampio percorso attraverso la ricerca più recente e quella storica dell’artista, riunendo quaranta grandi opere realizzate a pennarello su carta, tela e tavola che, insieme a ventuno raffinati studi a pennarello su carta, documentano la produzione più recente di Pico Romagnoli. A completare l’esposizione, sono presenti anche sei grandi sculture in rete metallica e un’opera in rete su carta, appartenenti alla produzione storica dell’artista e poste in dialogo diretto con i lavori bidimensionali.

Il progetto riunisce un corpus significativo di opere, selezionate perché rappresentative dell’evoluzione artistica di Pico Romagnoli. Le grandi sculture, che testimoniano la sua ricerca scultorea nell’arco temporale compreso tra il 2003 e il 2023, ripercorrono la dimensione storico-esistenziale del suo lavoro: la figura umana è indagata con l’intento di superarne i confini fisici per approdare a un orizzonte più metafisico.

Nelle opere più recenti, realizzate esclusivamente con l’uso del pennarello, la serie Prospettive segna l’inizio di un processo di dematerializzazione della scultura e della sua trasformazione in segno grafico. In Spazio – Struttura – Luce convergenze e divergenze attraverso cui filtra la luce danno forma a un intenso conflitto tra bianco e nero. La serie Caos – Logos – Tempo rappresenta invece lo sviluppo di una raffinata ricerca grafica sulla spirale, avviata dall’artista già negli anni Novanta.

Nato a Senigallia nel 1952, città in cui vive e lavora, Pico Romagnoli, dopo gli studi di Filosofia presso l’Università di Urbino, si trasferisce a Milano, dove insegna e avvia la sua ricerca scultorea. Nel 1989 frequenta il laboratorio di Scultura di Giovanni Blandino e, nel 1990, a Carrara, avviene l’incontro decisivo con il marmo presso i prestigiosi Laboratori Artistici Nicoli. Dal 2000 si stabilisce nuovamente a Senigallia, dedicandosi alla realizzazione di sculture in rete metallica. Le sue opere sono presenti in importanti collezioni pubbliche e private, in Italia e all’estero, e la sua intensa attività lo vede protagonista, dagli anni Novanta a oggi, di numerose e prestigiose esposizioni personali e collettive a livello nazionale e internazionale.

Per informazioni: Galleria Civica Albani, Via Giuseppe Mazzini, 7 61029, Urbino (PU)  / Cell. 338 6358499. 

GIOCHI E MOVIMENTO

Nicola Gambedotti

Sale del Castellare – Palazzo Ducale di Urbino
17 gennaio – 1° marzo 2026

A cura di Fabiana Faliti

Nell’ambito del programma ufficiale dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, apre alle Sale del Castellare di Palazzo Ducale di Urbino, dal 17 gennaio al 1° marzo 2026, la mostra Giochi e Movimento, dedicata all’opera del Maestro Nicola Gambedotti (1931–2011), protagonista originale e mai scontato del Novecento italiano.

A dieci anni dall’ultima grande antologica al Castel dell’Ovo di Napoli, l’esposizione segna l’avvio ufficiale del nascente Archivio Gambedotti, istituito con l’obiettivo di promuovere, studiare e tramandare l’opera del Maestro attraverso una visione contemporanea, aperta al dialogo con le istituzioni culturali, i giovani e la ricerca.

La mostra, promossa dall’Archivio Nicola Gambedotti in collaborazione con il Comune di Urbino, rappresenta il primo atto pubblico di questo nuovo percorso e ne incarna fin da subito la missione culturale e progettuale. E’ inoltre parte del palinsesto dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, il programma multidisciplinare, plurale e diffuso che animerà l’Italia per promuovere i valori Olimpici attraverso la cultura, il patrimonio e lo sport, in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali che l’Italia ospiterà rispettivamente dal 6 al 22 febbraio e dal 6 al 15 marzo 2026.

Curata da Fabiana Faliti, nipote del Maestro, Giochi e Movimento pone al centro il concetto di movimento come principio generativo dell’opera di Gambedotti: movimento del corpo, del segno, del pensiero, della comunità. Il Gioco diventa il pretesto narrativo attraverso cui l’artista esplora il dinamismo dell’esistenza e la dimensione relazionale dell’esperienza umana.

Il Gioco come pretesto di comunità, dinamismo e relazione

Nel percorso espositivo, il Gioco non è mai competizione, ma spazio condiviso, occasione di incontro, dispositivo simbolico capace di attivare relazioni. Il movimento attraversa ogni opera come tensione vitale, come impulso che mette in relazione i corpi, i segni e lo spazio.

Emergono i richiami alla tradizione urbinate, dai giochi rinascimentali intesi come momento di festa collettiva, fino a una visione inclusiva della comunità, in cui la pluralità dei corpi e delle esperienze è rappresentata con naturalezza e forza espressiva. In questo contesto, il movimento si afferma come linguaggio universale, capace di tenere insieme differenze, fragilità e resilienze.

L’itinerario espositivo si sviluppa come un flusso continuo, immersivo, in cui il visitatore è chiamato a entrare in una dimensione dinamica, mai statica: il movimento diventa metafora della condizione umana, della necessità di mettersi in gioco, di andare oltre, di non arrestare il proprio percorso.

Le sezioni del progetto espositivo

In mostra sono presenti 32 Opere realizzate con la tecnica dell’acrilico bulinato e il percorso è strutturato in quattro sezioni tematiche, che guidano il visitatore attraverso i nuclei centrali della ricerca di Gambedotti:

1. EQUESTRE

Una sezione dedicata al tema del cavallo e della figura cavalleresca come metafora del viaggio, della tensione ideale e del movimento storico e simbolico. Qui compaiono cavalieri erranti, Don Chisciotte, giostre e tornei, in un dialogo continuo tra mito, letteratura e tradizione figurativa.

2.  GIOCHI

Il cuore narrativo della mostra. Il gioco è rappresentato come esperienza collettiva, rituale sociale e spazio di relazione. Opere dedicate ai giochi di società, alle carte, alle bocce, alle feste popolari e ai giochi urbani restituiscono una visione corale e inclusiva della comunità.

3.  MOVIMENTO

Una sezione più concettuale, in cui il movimento diventa condizione esistenziale e principio formale. Figure controvento, paesaggi dinamici e composizioni complesse rendono visibile il ritmo interno dell’opera, la tensione continua tra equilibrio e trasformazione.

4.  URBINO

Il rapporto con la città natale emerge come radice identitaria e culturale. Urbino non è solo sfondo, ma organismo vivo: spazio urbano, memoria storica e paesaggio simbolico si intrecciano in una riflessione sul presente e sulla trasformazione del tessuto sociale ed un monito a preservare il paesaggio con una chiara presa di posizione contro le cementificazioni indiscriminate. Urbino quindi contrapposta in positivo a modelli urbanistici fallimentari.

Nicola Gambedotti nel Novecento: caposcuola dell’acrilico bulinato

Nicola Gambedotti, è stato un pittore e incisore figurativo di ricerca, considerato uno dei massimi esperti nell’utilizzo della tecnica ad acrilico bulinato. Le sue opere figurano in collezioni private e pubbliche presente nei più qualificati annuari e cataloghi d’arte. Su “Annuario d’arte moderna. Artisti contemporanei (2000)”, la sua arte è stata descritta: “Scenari medievali di vaga ambientazione nordeuropea arricchiti di impercettibili elementi di contaminazione moderna costituiscono il mondo fantastico, satirico, del sacro e del profano, l’agognata violazione dei confini spazio-temporali. Nicola Gambedotti: Cavalieri dell’Apocalisse, Tribunali d’inquisizioni, Giardini dei supplizi e ancora Ghetti, Labirinti, Catacombe oltre il loro significato allegorico accrescono la dimensione narrativa di una pittura sulla quale la grande maestria nella tecnica dell’incisione propria dell’autore lascia una traccia inconfondibile caratterizzando il tratto e lo stile di un artista eccelso”

E’ nato a Roma nel 1931 e vissuto ad Urbino (paese di Raffaello), al cui celebre Istituto d’Arte ha studiato, conseguendo l’abilitazione all’insegnamento delle tecniche dell’incisione sotto la guida del Prof. Pietro Sanchini. E’ vissuto alcuni anni in Sar­degna prima di trasferirsi a Napoli dove è vissuto per tutta la sua vita al fianco della moglie Vittoria e i figli Monica, Marco e Fabio, insegnando per 40 anni come titolare della cattedra di progettazione (Arte della Stampa) presso l’Istituto Statale d’Arte F. Palizzi. Una vita trascorsa con i grandi maestri del primo Novecento da Chiancone a Striccoli, da Verdecchia a Casciaro e tanti altri.  

E si direbbe che questi tre paesaggi – non soltanto geografici, soprattutto interiori – attraverso i quali è passato, abbiano non appena influito sulla sua poetica d’artista ma lasciato il segno persino sui moduli espressivi con cui quella poetica è affrontata e svolta.

Di Urbino, e delle Marche in genere, è la dolcezza archi­tettonica di certi fondali: la sognante e sinuosa curvatura del crinale dei colli che sfumano verso l’orizzonte come la seve­ra e un po’ teatrale compattezza dei cortili e delle piazzette rappresentanti come una sorta d’ideale scenografia da com­media dell’arte; e della Sardegna è quel senso arcaico e mi­tico a un tempo di un mondo chiuso sin nell’impenetrabilità dei suoi costumi e che risponde con il silenzio e la fierezza ai colpi della cattiva sorte e con l’isolamento alla prevarica­zione della curiosità altrui; e di Napoli, infine, il gusto del-l’assemblage, una più colorita e, se si vuole, espansiva com­piacenza alla rappresentazione di un’allegria che, al contra­rio, maschera o in ogni caso cerca di vanificare le ingiurie della miseria e si atteggia spesso nei toni e nelle movenze della ballata popolare quando non in quelli di una più agra e movimentata «opera dei pupi».

La sua attività artistica ha inizio nel 1951. Da allora è stato frequentemente presente alle più importanti rassegne di pittura e di grafica sia in Italia che all’estero. Ha esposto nelle grandi capitali del mono come Copenaghen nel ’51, a New York al Met nel ’75, Lisbona, Amsterdam, Rotterdam, Stoccarda, Buenos Aires, Firenze e logicamente a Napoli, la “terra stregata”, come amava definirla, dove ha affondato le sue radici.

Presente in decine di pubblicazioni, tra cui nel “Dizionario degli artisti italiani del XX secolo” edito da Giulio Bolaffi nel 1979 e nell’Annuario d’arte moderna “Artisti Contemporanei” del 2000.

Numerose personalità dell’arte e della cultura si sono interessate al suo linguaggio pittorico, che è caratterizzato da una vena ispirativa di tipo onirico-surreale enfatizzata da una marcata segnicità esressiva. Partecipa con 10 xilografie al volume ad edizione limitata dello scrittore Fabio Tambari “cinque cronache”. Lo scrittore e giornalista italiano Michele Prisco diceva di lui: “Chi dice che la fantasia non ha più diritto di cittadinanza nella società nella quale viviamo? Gambedotti ce ne offre la più tangibile smentita”.

Ci ha a lasciato Napoli il 9 ottobre 2011

Il nascente Archivio Gambedotti: una visione strategica

La mostra I Giochi e il Movimento dà ufficialmente avvio alle attività del nascente Archivio Gambedotti, che si pone come centro di riferimento per la tutela, la valorizzazione e la diffusione dell’opera del Maestro attraverso quattro filoni strategici:

  1. Promozione dell’opera del Maestro presso le più importanti istituzioni culturali nazionali e internazionali, attraverso mostre, progetti espositivi e collaborazioni museali.
  2. Supporto ai giovani talenti, con particolare attenzione all’arte incisoria, ambito centrale nella ricerca di Gambedotti, favorendo il dialogo tra generazioni e la trasmissione delle competenze artistiche.
  3. Collaborazione con Atenei e giovani ricercatori per l’implementazione scientifica dell’Archivio, attraverso attività di studio, catalogazione e l’erogazione di borse di studio dedicate alla ricerca sull’opera dell’artista.
  4. Internazionalizzazione dell’opera, promuovendo la conoscenza di Gambedotti oltre i confini nazionali e inserendone la produzione nel più ampio contesto della storia dell’arte del Novecento europeo.

 

Dichiarazioni

Fabiana Faliti, Direttore Archivio Nicola Gambedotti e Curatrice della Mostra Giochi e Movimento

La mostra “giochi e movimento” parte dalla voglia di ridare nuova luce alla produzione artistica del Maestro Nicola Gambedotti. Un artista che ha contribuito ad ispirare e formare centinaia di allievi. Gambedotti era per me prima di tutto il nonno che con profonda dolcezza accoglieva una bambina nel suo studio mentre lavorava e aprendo silenziosamente di volta in volta finestre sul suo mondo onirico e fantasioso. Il percorso di cura di questa mostra si può dire sia partito da quei primi anni. Da qui anche la necessità di creare un Archivio per preservare e trasferire alle future generazioni la sua opera. L’occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici invernali in Italia ha ispirato me e la mia famiglia a ricercare nell’opera di Gambedotti i legami con il tema del gioco e del movimento estremamente presenti nella sua opera. È iniziato un viaggio che ha attraversato una minuziosa ricerca e che vede nella mostra “gioco e movimento” la prima tappa di un percorso avvincente fatto di recupero della valorizzazione e internazionalizzazione.

Lara Ottaviani, Assessore alla Cultura del Comune di Urbino

Come amministrazione comunale di Urbino siamo lieti di ospitare il progetto dedicato a Nicola Gambedotti all’interno delle sale del Castellare di Palazzo Ducale. Siamo particolarmente colpiti dal fatto che la famiglia di Gambedotti abbia voluto far partire con questa esposizione un corposo e articolato progetto dedicato a un artista di origine urbinate ancora tanto legato al suo territorio e alla città, così presente nella sua produzione artistica. Siamo inoltre orgogliosi di poter confermare la collaborazione con l’Olimpiade Culturale Milano Cortina 2026, certi che anche questa esposizione costituirà un’iniziativa di rilievo e di richiamo per la nostra città.

Domenico De Maio, Direttore Education and Culture – Fondazione Milano Cortina 2026

Inserire la mostra Giochi e Movimento nel programma dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026 significa riconoscere all’arte la capacità di dialogare con lo sport sul terreno dei valori condivisi: partecipazione, inclusione, relazione e memoria. Nell’opera di Nicola Gambedotti il movimento diventa forma di pensiero e strumento di lettura della realtà, capace di tenere insieme corpo, comunità e dimensione simbolica.

Il gioco, inteso come spazio condiviso e non competitivo, si fa metafora di un’Olimpiade Culturale diffusa e aperta ai territori, in cui l’eredità dei Giochi vive attraverso linguaggi artistici capaci di parlare al presente e alle nuove generazioni.

Informazioni pratiche

Sede
Sale del Castellare – Palazzo Ducale
Urbino

Date
17 gennaio – 1° marzo 2026

Orari di apertura
10.30–12.30 / 15.00–18.00

A cura di
Fabiana Faliti

Promossa da
Archivio Nicola Gambedotti

In collaborazione con
Comune di Urbino

Nell’ambito di
Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026

Sito web
www.gambedotti.it

 

 

Luce che Affiora           

Riccardo Guarneri in dialogo con Rembrandt van Rijn

Urbino, Galleria d’Arte Albani

Via Giuseppe Mazzini, 7, 61029 Urbino PU, Italia

dal 21 dicembre 2025 – 25 gennaio 2026

a cura di Riccardo Freddo e Luca Baroni

Orario di apertura: 10:00 – 12:30 / 16:30 – 19:30. 

 

Mostra voluta e sostenuta da

Comune di Urbino

in collaborazione con

Rete Museale Marche Nord,Gallery Rosenfeld – Londra, Associazione l’Arte in Arte

con il sostegno di

Next s.r.l.

URBINO –Il Comune di Urbino presenta alla Galleria d’Arte Albani, dal 20 dicembre 2025 al 25 gennaio 2026, la mostra Luce che affiora. Riccardo Guarneri in dialogo con Rembrandt, un progetto espositivo che unisce le opere del grande artista italiano contemporaneo Riccardo Guarneri a una selezione di incisioni originali di Rembrandt van Rijn, maestro assoluto della luce e del chiaroscuro nella storia dell’arte europea.L’esposizione, curata da Riccardo Freddo e Luca Baroni, nasce dalla collaborazione fra il Comune di Urbino, la Rete Museale Marche Nord, la Gallery Rosenfeld di Londra  e l’associazione L’Arte in Arte.

La mostra propone per la prima volta a Urbino un dialogo diretto tra due universi artistici lontani nel tempo ma accomunati da un’analoga interrogazione sulla luce come dimensione interiore e linguaggio della visione.

 

La mostra

La mostra, voluta e sostenuta dal Comune di Urbino, affonda le sue radici in un episodio biografico dello stesso Guarneri. Negli anni Cinquanta, durante un soggiorno nei Paesi Bassi, il giovane artista visita un’importante esposizione dedicata ai dipinti e alle incisioni di Rembrandt: la luce che affiora dalle ombre, attraverso la trama del segno grafico, costituisce per lui una vera e propria rivelazione. Da quell’incontro ha origine la ricerca pittorica che caratterizzerà l’intero percorso artistico di Guarneri, orientata verso la trasparenza del colore, la rarefazione della forma e una straordinaria sensibilità luministica.

Nelle opere di Guarneri, dagli anni Sessanta sino ai lavori più recenti, la luce non descrive, ma sembra affiorare da uno spazio interiore. Le superfici, costruite attraverso variazioni minime di colore e di segno, richiedono uno sguardo attento e lento. Il visitatore è invitato a entrare in una dimensione in cui la pittura diviene riflessione visiva, ritmo silenzioso, respiro.

Presentare il dialogo tra Rembrandt e Guarneri a Urbino, culla del Rinascimento e città simbolo dell’umanesimo europeo, significa riportare la riflessione sulla luce all’interno di un contesto che ha contribuito in modo decisivo alla formazione della moderna idea di sguardo e di artista. In un tempo caratterizzato dalla velocità delle immagini, la mostra invita a una percezione lenta, meditativa, capace di accogliere la profondità dell’esperienza visiva.

Riccardo Guarneri, maestro della pittura analitica italiana

Riccardo Guarneri (Firenze, 1933) è considerato uno dei protagonisti più autorevoli della cosiddetta pittura analitica italiana. Dopo una fase giovanile segnata dall’esperienza musicale e da un primo contatto con l’Informale europeo, l’artista sviluppa a partire dagli anni Sessanta una ricerca del tutto personale, fondata sull’uso della luce come elemento strutturante della superficie pittorica. La sua opera, caratterizzata da trasparenze, ritmi geometrici e impercettibili variazioni cromatiche, ha ottenuto larga attenzione da parte della critica e delle istituzioni museali italiane e internazionali. Guarneri ha esposto, tra l’altro, alla Biennale di Venezia, alla Kunsthalle di Berna, al Centre Pompidou e in numerosi musei europei, ed è considerato oggi una figura di riferimento imprescindibile per la riflessione contemporanea sulla pittura come spazio percettivo e mentale.

Le incisioni di Rembrandt

La mostra comprende venti incisioni originali di Rembrandt, realizzate tra gli anni Trenta e Cinquanta del Seicento, provenienti da una nota collezione privata del territorio urbinate, testimonianza significativa della vitalità del collezionismo locale e dell’attenzione per la storia dell’incisione.

Tra i fogli esposti figurano alcuni dei titoli più celebri della grafica rembrandtiana, come
Inno di Simeone (Presentazione al tempio) (ca. 1640), La négressecouchée (1658), Autoritratto con Saskia (1636), Autoritratto con cappello di piume (1638), L’angelo appare ai pastori (1634), Donna che bagna i piedi in un ruscello (1646), Erudito nello studio (1652).

Questi lavori esemplari, nelle diverse fasi della produzione dell’artista, permettono di seguire l’evoluzione del linguaggio rembrandtiano nell’uso della luce e del chiaroscuro, confermando la sua centralità nella storia della grafica europea.

Dichiarazioni

 “Siamo lieti di accogliere nella Galleria d’Arte Albani un progetto di grande valore, capace di mettere in relazione il lavoro dell’artista contemporaneo Riccardo Guarneri con le opere di Rembrandt.La mostra, curata da Riccardo Freddo e Luca Baroni, nasce dalla collaborazione tra il Comune di Urbino, l’associazione L’Arte in Arte, la Rete Museale Marche Nord e la Gallery Rosenfeld di Londra.Si tratta di un’iniziativa dal respiro internazionale che offrirà al pubblico l’opportunità di immergersi nelle suggestioni di due mondi e due modi diversi di intendere l’espressione artistica, trovando a Urbino un punto di incontro fertile e virtuoso.”

Lara Ottaviani| Assessore alla Cultura, Città di Urbino

 

““Per la Rete Museale Marche Nord è un onore essere tramite della collaborazione tra il Comune di Urbino, culla del Rinascimento e luogo nevralgico della cultura italiana, e la Gallery Rosenfeld, da anni punto di riferimento nel panorama dell’arte internazionale. Questa mostra– resa possibile anche grazie al prestito di importanti opere provenienti dal territorio urbinate – testimonia la vitalità e la ricchezza del nostro territorio.Spero che l’incontro tra Urbino, la grande arte internazionale e la solidità scientifica e progettuale della Rete Museale Marche Nord possa segnare l’inizio di una collaborazione duratura, e contribuire a portare nel mondo gli artisti e i tesori urbinati, dal passato al Novecento fino al presente.”

Luca Baroni|Direttore Rete Museale Marche Nord

“La poetica di Guarneri vive nella soglia del quasi invisibile, dove la luce affiora come un respiro. La sua delicatezza non è fragilità ma rigore, una scelta radicale di misura e ascolto. In questo dialogo con Rembrandt, la luce diventa un pensiero che invita a vedere più lentamente e più profondamente.”

Riccardo Freddo|Head of Museum

#MeuAyrton- Senna

alla velocità del cuore

MOSTRA

Sale del Castellare  di Palazzo Ducale

3 dicembre 2025 – 6 gennaio 2026

INAUGURAZIONE: 3 dicembre ore 16:30

In occasione dei 65 anni della nascita di Ayrton Senna da Silva, il Comune di Urbino propone la mostra della fotografa Paola Ghirotti #MeuAyrton SENNA alla velocità del cuore già esposta a Roma, a Ischia ed al Todi Festival 2019; al Museo Checco Costa di Imola fu annullata per il cov19. L’esposizione allestita nelle Sale del Castellare di Palazzo Ducale è un omaggio della fotografa Paola Ghirotti al campione brasiliano ed è curata da Roberto Gobesso. La mostra si inserisce nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, il programma multidisciplinare, plurale e diffuso che animerà l’Italia per promuovere i valori Olimpici attraverso la cultura, il patrimonio e lo sport, in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali che l’Italia ospiterà rispettivamente dal 6 al 22 febbraio e dal 6 al 15 marzo 2026. INAUGURAZIONE: mercoledì 3 dicembre 2025, ore 16:30. Apertura dal 3 dicembre 2025 al 6 gennaio 2025, con orario: 10:00 – 13:00 / 14:00-18:00.  La mostra ha il patrocinio e il supporto del Consiglio Regionale delle Marche.

Il taglio delle foto di Paola Ghirotti restituisce l’intensità degli sguardi del pilota e dell’uomo:  il suo ascetismo, il suo bisogno di sapere, i suoi dubbi, i suoi tormenti. Come in un album di famiglia, c’è una sezione dedicata agli amici e ai piloti, insieme ad un omaggio a Roland Ratzenberger. Nelle bacheche sono presenti dei ricordi della fotografa. Un pannello con un ritratto del campione è un invito a tutti per lasciare una loro emozione.

In esposizione ci sono due opere pittoriche di Alessandro Rasponi: “La passione realizza tutti i sogni. La vita di Alessandro Rasponi, modenese di 47 anni, è racchiusa in questa frase. È un pittore, ma in realtà deve essere considerato un… visionario dell’arte” (Franco Nugnes).

In mostra anche due sculture di CelsAuri: le opere sono denominate Pneumagrafìe: tratti colorati realizzati grazie a pneumatici di veicoli a motore, usati come pennelli, incorniciati poi nei finestrini d’auto. Il nostro intento è quello di esprimere artisticamente il rapporto dell’Uomo tra Meccatronica e Natura e di sottolineare l’urgenza di trovare punti di equilibrio!

La Tifoseria Ayrton Senna Italia ha messo a disposizione alcuni cimeli legati ad Ayrton: il casco, la tuta e il volante. La Tifoseria è nata dall’idea di tre amici, Mauro Baldini, Alessandro Rasponi e Pietro Ferrari, con il supporto di Gian Carlo Minardi, amico storico e fondatore del Minardi Team.

 Paola Ghirotti, affascinata dal carisma del pilota brasiliano Ayrton Senna da Silva, ottiene dalla FIA l’accredito come fotografa Ulisse 2000, per i Gran Premi di Formula 1. L’ultimo Gran Premio è stato il Pacific Grand Prix – Aida, 17 aprile del 1994, con accredito Divella.

Dopo la scomparsa di Senna le diapositive sono rimaste chiuse in un cassetto fino a quando nel 2014, grazie all’insistenza di alcuni brasiliani grandi sostenitori del campione che svolgevano attività nelle favelas, sono diventate la mostra #MeuAyrton SENNA alla velocità del cuore, che accoglie l’hashtag scelto da Dona Neyde, la madre, per incoraggiare i sostenitori del figlio a condividere i loro ricordi più belli del campione.

#MeuAyrton rimanda all’Instituto Ayrton Senna. Per il grande pilota le condizioni di vita dei bambini e dei ragazzi brasiliani erano molto importanti. Poco prima di morire espresse alla sorella Viviane il desiderio di occuparsi di loro e del loro futuro in modo concreto. Dopo il tragico incidente di Imola, Viviane fondò l’Instituto, riconosciuto dalle Nazioni Unite, che svolge programmi d’aiuto per milioni di giovani brasiliani e non solo. I visitatori potranno lasciare una libera offerta che sarà devoluta all’Instituto Ayrton Senna.

La fotografa Paola Ghirotti [archivio paola ghirotti] è nata a Roma, laureata in farmacia, da più di 35 anni indaga a fondo le tradizioni del Giappone ed è membro AISTUGIA. Vive fra Roma e Urbino. Ha sempre privilegiato l’attività editoriale.

unGiappone® è il marchio con il quale veicola il suo archivio fotografico, oltre agli scritti, agli studi e alle ricerche sulla fotografia, pubblicando nel 1995 un Giappone, nel 2020 Jidai Matsuri (1990-2020) – Festival of Ages, nel 2021 una Cina, nel 2022 Maroc – Festival National des Arts Populaires e nel 2023 Chado – Joan – Katsura Rikyu. Ha esposto all’American Academy – Roma, all’Istituto Giapponese di Cultura; in Giappone: al Goethe Institut Kansai, Kyoto, al Fine Art Museum e al Seiryu Cultural Plaza diGifu, al Minamisoma Bunka Kaikan. www.ungiappone.com / calendarioungiappone@gmail.com

Giovedì 11 dicembre 2025, alle 17:00, presso la Sala Convegni di Palazzo Ducale, si terrà un incontro dal titolo “Raniero Giannotti e la F1: L’evoluzione della preparazione atletica e delle metodologie di allenamento negli sport motoristici”. L’evento rappresenta un’opportunità per ricordare Raniero Giannotti, originario di Urbino e pionieristico preparatore atletico per i piloti di Formula 1. Promosso dalla Città di Urbino in collaborazione con la famiglia di Giannotti, scomparso nel 2012, l’incontro vede il coinvolgimento di numerosi professionisti che hanno lavorato con lui nel corso degli anni.

 

 

Nel centenario della nascita del filosofo urbinate Italo Mancini (1925–2025), la Città di Urbino rende omaggio a una delle sue figure più significative nel panorama culturale e accademico del Novecento. Giovedì 23 ottobre è stata inaugurata presso la Galleria Albani una mostra fotografica che si propone come un itinerario biografico e umano attraverso immagini, oggetti e testimonianze che ripercorrono momenti fondamentali della vita e dell’opera di Mancini.

L’iniziativa, promossa dal Centro Socio-Culturale “Italo Mancini” di Schieti con il patrocinio e il supporto dell’Amministrazione Comunale, si inserisce all’interno delle celebrazioni ufficiali per il centenario e intende offrire al pubblico uno sguardo intimo e autentico sul pensiero e sulla personalità del filosofo.

Attraverso una selezione accurata di fotografie – molte delle quali inedite – il percorso espositivo documenta i tanti incontri di Mancini con studenti, colleghi, esponenti della cultura e della politica, mettendo in luce il suo ruolo di intellettuale impegnato, docente appassionato e cittadino attivo. Accanto alle immagini, sono esposti oggetti personali, diari, manoscritti e materiali originali messi generosamente a disposizione dalla famiglia.

La mostra vuole essere non solo un omaggio, ma anche un invito alla riflessione sulla profondità del pensiero di Mancini e sulla sua attualità in un’epoca in cui il dialogo tra etica, fede e politica si fa sempre più necessario.

L’esposizione resterà aperta al pubblico fino al 16 novembre 2025 con ingresso libero.

Orario di apertura: 09:30 – 12:30 / 14:30 – 18:30

L’ARTE UNISCE

Incontri d’arte e poesia

27 settembre – 12 ottobre 2025

 Civica Galleria d’Arte Albani – Urbino

La mostra, promossa dalle associazioni L’Arte in Arte (Urbino), ArteInsieme (Comiso) e CREARTE (Wolfsburg), propone un percorso visivo e poetico tra opere che dialogano nel segno della creatività condivisa e del linguaggio universale dell’arte.

  Inaugurazione:

Sabato 27 settembre 2025 – ore 18:00

L’arte come ponte, l’arte come incontro. Nasce così la nuova esposizione “L’Arte Unisce”, frutto della collaborazione tra tre realtà culturali che da anni intrecciano amicizie e creatività: L’Arte in Arte di Urbino, ArteInsieme di Comiso e CreArte di Wolfsburg.

Dal 2019 questo progetto ha saputo crescere, viaggiare e superare confini, portando mostre in Sicilia, nelle Marche e fino al Castello di Wolfsburg. Oggi torna a Urbino con rinnovato entusiasmo, riunendo 6 artisti urbinati, 20 artisti e 4 poeti da Comiso e 28 pittori da Wolfsburg.

Il titolo scelto, “L’Arte Unisce”, racconta la forza universale della creatività: un linguaggio capace di superare distanze geografiche e culturali, aprendo nuove possibilità di dialogo e scoperta reciproca.

La mostra si inserisce anche nelle celebrazioni dei 50 anni di gemellaggio tra Wolfsburg e la Provincia di Pesaro e Urbino, rendendo ancora più speciale questo incontro di emozioni, colori e parole.

Un invito a lasciarsi trasportare dalla bellezza dell’arte, in una città, Urbino, che da sempre è simbolo di cultura e libero confronto.

IMMAGINI DI MATERNITÀ. LA BELLEZZA DELLA VITA CHE NASCE
📅 14 luglio – 30 novembre 2025

Un viaggio unico attraverso le tredici diocesi delle Marche, alla scoperta di opere d’arte che raccontano la maternità, la tenerezza e il mistero della vita che nasce.
Una mostra diffusa, tra fede e bellezza, per riscoprire il valore profondo dell’amore materno e della speranza, custodito nel patrimonio artistico delle nostre chiese.

https://www.museodiocesanourbino.com/

IL DONO: i tesori dell’arte da Urbino a Roma
✨ Mostra Museo • Archivio • Biblioteca – Giubileo 2025

Dal 14 luglio al 2 novembre 2025, il Museo Diocesano Albani e l’Oratorio della Grotta di Urbino ospitano una straordinaria esposizione di opere d’arte, codici miniati e libri antichi, provenienti dai tre Istituti culturali della Diocesi: Museo, Biblioteca e Archivio Diocesano.

Un percorso emozionante tra spiritualità e bellezza, alla scoperta di un patrimonio che unisce Urbino e Roma nel segno del Giubileo 2025.

https://www.museodiocesanourbino.com/

 

 MOSTRA

“Ho visto un lampo laggiù”

di Renato Bertini

A cura di Bruno Ceci.

Civica Galleria d’Arte Albani – Urbino (Via Mazzini, 7)

 8 agosto – 14 settembre 2025

 Con il patrocinio e il contributo della CITTÀ di URBINO

Apertura al pubblico:  10:00 – 12:30 / 16:30 – 19:30 – Chiuso lunedì e martedì.

Renato Bertini, nato nel 1939 a Pesaro, inizia a dipingere sin da bambino; dopo la scuola d’Arte, fa alcune esperienze presso le manifatture “Molaroni” e “Baratti”, ma la sua scelta artistica è quella della pittura. Dal 1963 si trasferisce in Svizzera, a Zurigo, dove rimane fino al 1966, alternando poi la sua attività tra Zurigo e Pesaro. Vince numerosi premi e partecipa a concorsi e mostre in Italia (Faenza, Vicenza, la Triennale di Milano, Gubbio, Gualdo Tadino, Firenze, Biennale di Venezia) e all’estero (tra cui Berlino, Vienna, Hannover, Zurigo).

Bertini ha svolto attività nella ceramica, pittura e grafica partecipando a rassegne nazionali ed europee, esponendo in Italia e all’estero. Dagli anni Sessanta ad oggi ha soggiornato e svolto la sua attività di pittore tra Zurigo e Pesaro.  Le ultime sue mostre sono La saetta e l’orizzonte (2016, Galleria Ca’ Pesaro, Pesaro), Vague (2022, Centro Arti Visive Pescheria, Pesaro) e Il senso dell’oltre (2024-25, Musei Civici, Pesaro). Per i “Portatori d’acqua” ha pubblicato un suo libro di illustrazioni, uscito a fine 2024.

Galleria Nazionale delle Marche – Palazzo Ducale:

orario più lungo anche in agosto

per Palazzo Ducale, Cantarini e Studiolo

Durante tutto il mese di agosto resta ai massimi livelli l’offerta culturale della Galleria Nazionale delle Marche, che ovviamente sarà aperta anche l’intera giornata Ferragosto.

Fino al 15 settembre, infatti, Palazzo Ducale di Urbino sarà visitabile in via straordinaria anche il lunedì pomeriggio dalle ore 15 alle ore 19 (ultimo ingresso alle ore 18); l’ingresso è consentito con biglietto ordinario, o abbonamento annuale, e include anche la visita a Simone Cantarini (1612-1648). Un giovane maestro tra Pesaro, Bologna e Roma, la mostra curata da Luigi Gallo (Direttore della Galleria Nazionale delle Marche), Anna Maria Ambrosini Massari (Docente di Storia dell’arte moderna all’Università di Urbino) e Yuri Primarosa (Storico dell’arte), e organizzata in collaborazione con le Gallerie Nazionali Barberini Corsini di Roma, che fino a domenica 12 ottobre 2025 testimonia l’estro pienamente moderno del giovane pittore attraverso una selezione di 56 dipinti.

Per venire incontro alle richieste dei visitatori di Palazzo Ducale, anche durante il mese di agosto lo staff della Galleria Nazionale delle Marche offre la visita guidata gratuita alla mostra di Cantarini, ogni mercoledì alle ore 17, inclusa nel prezzo del biglietto d’ingresso. La visita è a cura dal personale dei Servizi Educativi e tecnico-scientifico del museo; inoltre, quando il Direttore sarà disponibile, accompagnerà lui stesso i visitatori alla mostra.

Unitamente alla mostra temporanea, l’ampliato orario di apertura del museo, aumenterà l’opportunità di visitare anche il rinato gioiello di Palazzo Ducale – cioè l’Appartamento del Duca, comprendente vari ambienti, tra i quali il più famoso è lo Studiolo, completamente riallestito secondo l’idea di Federico da Montefeltro nel 1476, dopo sei mesi di delicati lavori di restauro.

Info

Galleria Nazionale delle Marche

Palazzo Ducale di Urbino

Piazza Rinascimento 13, 61029 Urbino (PU)

Telefono: 0722 2760

www.gallerianazionalemarche.it

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